Le regole anti-Covid nelle pasticcerie “spropositate e ingestibili”

C’è un problema che si sta evidenziando e creando più di un allarme fra i nostri pasticceri. Il tema è quello del rispetto delle regole anti-Covid per i clienti e delle pesanti sanzioni cui le  pasticcerie vanno incontro se un cliente (ripeto: un cliente) non rispetta le regole. Per ora, a quanto sappiamo, nella nostra provincia non abbiamo notizia di interventi sanzionatori pesanti, ma nel vicino Veneto, per fare un esempio, abbiamo segnalazioni di multe pesantissime.

Come noto, la norma nazionale e le conseguenti delibere regionali impartiscono regole ben precise per i gestori dei locali di ristorazione e quindi anche dell’attività di pasticceria laddove si svolga anche un servizio al tavolo. In base alle leggi, i titolari devono provare la febbre agli avventori in ingresso che, una volta seduti, possono togliere la mascherina e, non appena finita la consumazione, quando si rialzano per andare a pagare e/o uscire dal locale, devono indossarla nuovamente. Fuori dal locale poi…non vi è più l’obbligo.

Sempre in base alla norma nazionale, il titolare dell’esercizio è responsabile del controllo e verifica di quanto accade all’interno del proprio locale e se fossero riscontrate delle inadempienze, gli organi preposti al controllo possono elevare una multa che varia dai 400 ai 1000 € e la pena accessoria della chiusura del locale da 5 a 30 giorni.

Il Consorzio Pasticceri Bresciani, a distanza di tempo dall’applicazione delle regole ha deciso di “denunciare” quanto si sta verificando in quanto le condizioni attuali sono diverse rispetto alla prima fase dell’applicazione. E si spiega meglio: le esperienze vissute dai gestori delle attività offrono un quadro preciso della situazione e questo lo si riscontra un po’ ovunque.  Paolo Carrera, Segretario del Consorzio dei pasticceri e sollecitato dal presidente Luigi Groli, ha sentito tutti quei soci che fanno servizio ai tavoli ed i più segnalano una certa irritazione dei clienti nel momento in cui venga fatto notare che devono indossare la mascherina. Si sono registrati casi di manifesta intolleranza verso chi deve solo far rispettare la norma anche perchè ne è responsabile.

“Noi crediamo che una certa intolleranza sia frutto certamente di maleducazione e di sottovalutazione del problema sanitario, ma anche perché si riscontra un abbassamento dei livelli dei contagi il che fa credere, erroneamente, che il problema sia passato quando evidentemente (si vedano le notizie dei focolai che si aprono in altri Paesi e dei numerosi che si riscontrano anche in Italia) così non è.

Ai pasticceri, afferma Paolo Carrera, preoccupa il fatto che non sia facile vigilare sempre ed ovunque mentre si sta lavorando. Non è per niente facile tenere sotto controllo un certo numero di tavoli mentre si lavora dovendo, come spesso accade, anche accedere al laboratorio. I pasticceri non possono, in altre parole, essere i cani da guardia anti-Covid.

Noi ci sentiamo di “denunciare” questa situazione perché se all’inizio abbiamo “subito” questa volontà di attribuire al gestore la responsabilità del controllo (probabilmente anche giustificata dal fatto che potessero esserci esercenti poco rispettosi delle norme), ora non possiamo credere di dover rispondere di fatti e atteggiamenti palesemente non conformi per scelte degli avventori. Le norme provvisorie di urgenza possono essere anche modificate e noi riteniamo che si possa chiamare alla corresponsabilità dei cittadini laddove sia comprovata la volontà del titolare di far rispettare le regole all’interno del proprio esercizio. Non vorremmo trovarci danneggiati perché qualcuno abbassa la guardia e lo fa a nostro danno.

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