Peste suina in Germania, urgente proteggere gli allevamenti italiani

Prandini: le istituzioni pongano massima attenzione per prevenire la diffusione in Italia

“E’ necessario che il mondo politico intervenga immediatamente con azioni a tutela del settore suinicolo italiano, leader nel mondo, a fronte della minaccia sanitaria della peste suina oggi presente per la prima volta in Germania”. Con queste parole Ettore Prandini presidente di Coldiretti nazionale e Coldiretti Brescia commenta l’allarme scattato nei giorni scorsi e annuncia di aver già scritto al Ministro della Salute Roberto Speranza per chiedere massima attenzione al caso di peste suina africana, rilevato e confermato dal governo tedesco in un cinghiale nel Brandeburgo.

L’epidemia si sta spostando velocemente e pericolosamente – precisa Coldiretti Brescia – alimentata soprattutto dai cinghiali selvatici, principali vettori della malattia. Aspetto ancor più preoccupante per la nostra provincia, chiamata a gestire l’invasione di questi animali nelle campagne e nei centri abitati. “Non possiamo permettere che il settore suinicolo, già duramente colpito dagli effetti del lockdown, dal calo dei prezzi e dalla concorrenza sleale, subisca una problematica sanitaria di tale portata, che andrebbe a danneggiare l’intera economia italiana”, aggiunge il presidente Prandini.

Il comparto è particolarmente strategico anche per Brescia – continua Coldiretti Brescia – prima provincia italiana per numero di suini allevati, tra scrofe, suini e suinetti per un totale di 1.356.038 capi. Stiamo parlando di un settore economico vitale per il Paese, già alle prese con enormi difficoltà – conclude Coldiretti Brescia – un’eccellenza produttiva che vogliamo difendere e valorizzare con tutte le nostre forze.

 

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