Brescia. Città di pietre (vive)

Il popolo di marmo e di bronzo” scende dai piedistalli. E torna ad avere voce.

Giovanni Carlo Federico Villa, docente di Storia dell’Arte Moderna e membro del Consiglio superiore per i Beni culturali del Mibact, sta per dare alla stampa un lavoro tutto dedicato ai monumenti italiani. Un censimento delle statue d’Italia frutto di 15 anni di ricerche condotte insieme al padre Renzo Villa (storico delle scienze mediche) e che racconta duemila opere celebrative sparse per il Belpaese. Trattate come tappezzeria urbana o odiate, venerate e restaurate, ampiamente contestate (anche ultimamente, e in tutto il mondo), le sculture incarnano la storia dei luoghi. E raccontano. Villa, nel suo censimento, ha incluso moltissimi manufatti bresciani, svelandone storia, dettagli, aneddoti e curiosità. Informazioni perlopiù sconosciute e che, grazie all’incontro “Brescia. Città di pietre (vive)” (domenica 4 ottobre h 16, Mo.Ca di Brescia) torneranno alla luce.

Qualche esempio. Arnaldo da Brescia? La statua del monaco simbolo dell’irredentismo, plasmata da Tabacchi, è sfuggita alla censura papale solo perchè scambiata per San Benedetto. La Vittoria Alata? Una delle pochissime opere di bronzo che si è salvata dalla fusione (la lega serviva per produrre armi), e copiata in tutto il mondo: ce n’è una perfino in Colombia. E che Brescia sia stata una delle prime città d’Italia a dedicare un monumento ai migranti, in quanti lo sanno? Ma ci sono anche moltissime curiosità anche sul monumento a Zanardelli, ai Deportati, Moretto, Tartaglia, Patria, Mazzini, Vittorio Emanuele, Bell’Italia, Battisti, Autiere, Garibaldi.

Il volume “Statue d’Italia” di Villa arriverà nelle librerie entro la fine dell’anno, pubblicato da Silvana editoriale. L’incontro aperto a tutto il pubblico si terrà domenica 4 ottobre alle 16 al Mo.Ca, Centro per le nuove culture di Brescia: la partecipazione è libera ma è necessaria la prenotazione a info@readingvocidallago.eu.

L’associazione Guida Artistica organizzerà a corredo dell’incontro una passeggiata guidata proprio per far conoscere caratteristiche e curiosità dei monumenti della Leonessa: il tour è fissato in calendario domenica 11 ottobre alle 9.30. A promuovere l’incontro, con il patrocinio del Comune di Brescia, l’associazione Reading – Voci dal Lago che lo ha inserito all’interno della rassegna Sapiens: l’appuntamento con Villa chiude proprio la rassegna, rappresentando l’ottava tappa di un calendario che fra settembre e ottobre ha unito Brescia a Bergamo.

Sapiens, come sapienze. L’associazione durante la rassegna ha portato sul palco astrofisici, alpinisti, scienziati, medici. Ma anche filosofi, e divulgatori.  Invitando Bergamo e Brescia, le due città – sorelle ferite dal virus -, a fermarsi per rimettersi in moto. A riappropiarsi di piazze, teatri, auditorium. Ascoltando dalla viva voce di coloro che sanno, ciascuno nei rispettivi campi, esperienze, testimonianze, racconti, sogni, visioni, prospettive.

Due città, Bergamo e Brescia, che vivono tutt’altro che solo di fabbriche, aziende, strade, infrastrutture, com’è un po’ nell’immaginario collettivo. Due città mai vinte, sempre unite dalla voglia di conoscere, di ricercare, di capire: quel che è stato, quel che sarà.

Gli appuntamenti di Sapiens sono stati seguitissimi: Luca Perri (astrofisico), Simone Moro (alpinista), Luca Lorini (primario della Terapia Intensiva del Papa Giovanni XXIII), Franco Locatelli (presidente del Consiglio superiore di sanità), Telmo Pievani (filosofo),  Michela Bezzi (primario di Pneumologia degli Spedali Civili di Brescia) hanno fatto registrare il tutto esaurito.

La rassegna SAPIENS – #INVITO A BERGAMO/BRESCIA si svolge grazie alla collaborazione con i Comuni di Sulzano, Montisola e Costa Volpino, con il patrocinio delle Province di Brescia e Bergamo e con il prezioso sostegno di Fieb – Fondazione Istituti Educativi Bergamaschi.

Claudia Mangili, presidente di Reading – Voci dal Lago: “Brescia e Bergamo, città “invicte”, mai vinte, ricchissime di vita, di lavoro, i propulsori sempre accesi, mai battute, mai rese. Sorelle ferite, sempre più unite: lo sono state anche durante l’epidemia, lo saranno ancor di più grazie alla candidatura congiunta a Capitale della Cultura 2023. Con la rassegna Sapiens – Invito a Bergamo/Brescia, l’idea della nostra associazione è quella di iniziare ad annodare nuovi fili che stringeranno ancor di più la storia delle due città: un filo che costruiscono i sapienti, i relatori della rassegna, invitando il pubblico a riflettere sull’attualità, e non solo: ricerca e sviluppo passano anche da qui, dalle idee, dai saperi che aprono prospettive, sostegni per rialzarsi, per continuare a correre, verso la giusta direzione.

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