Apicoltura, Rolfi: nella prossima PAC piano straordinario per impollinatori

“La Regione Lombardia sta lavorando per potenziare la difesa della qualità del miele, la lotta alle contraffazioni e la tutela del consumatore. Vogliamo che la qualità dei nostri prodotti abbia il riconoscimento che merita sul mercato. Dobbiamo comunicare l’enorme differenza che c’è tra il miele del nostro territorio e il miele sintetico cinese”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi che oggi ha incontrato in videoconferenza la presidente di Apilombardia Larissa Meani e il consiglio di presidenza dell’associazione.

“La grande svolta dovrà arrivare con la prossima Pac che dovrà caratterizzarsi soprattutto nelle misure agroambientali come una Pac per gli impollinatori, in grado cioè di sostenere pratiche agricole funzionali e favorevoli all’apicoltura” ha proseguito Rolfi “Ricordo che il 75% del cibo è frutto del loro lavoro di impollinazione e che senza api non avremmo circa il 60% di frutta e verdura, così come migliaia di piante da fiore” aggiunge Rolfi.

“Nei mesi scorsi la Lombardia ha riconosciuto per legge l’apicoltura come attività agricola fondamentale per la conservazione dell’ambiente, necessaria per la conservazione della biodiversità degli ecosistemi e per garantire le produzioni agricole e forestali. Abbiamo siglato un accordo con i produttori per favorire l’utilizzo a scopo produttivo apistico delle aree demaniali gestite da Ersaf. Non sono semplici parole: abbiamo di fatto messo nero su bianco l’impegno verso questa attività. Le imprese lombarde del settore sono 763 su un totale italiano di 5.926. Sono presenti sul nostro territorio regionale circa 160mila alveari e sono operativi 6mila appassionati tra professionisti e hobbisti che devono lottare ogni giorno contro le difficoltà rappresentate dalle malattie delle api e dai cambiamenti climatici” conclude l’assessore.

Di seguito i dati previsionali sulla produzione di miele in Lombardia nel 2020, elaborati dall’osservatorio nazionale del miele:

ACACIA – Situazione eterogenea con una produzione media regionale stimabile in 12 kg/ alveare ma rese che variano molto a seconda della zona. In provincia di Lodi e Cremona in media sono stati prodotti 14-15 kg/alveare di acacia con rare punte inferiori ai 20 kg/alveare. In Provincia di Milano si è prodotto 6-7 kg di miele nella parte occidentale, fino ai 15-16 kg in quella orientale del capoluogo. In Provincia di Bergamo e Brescia sono state registrate rese medie di 10-15 kg/alveare a seconda delle zone. Si stimano rese di 18 kg/alveare nella bassa Valtellina, 10-12 kg/alveare nelle postazioni più a nord. La parte occidentale del comasco ha avuto produzioni attorno ai 18-20 kg/alveare, 12-15 kg/alveare nel lecchese e nella Brianza. Attorno al lago di Varese sono state invece registrate medie di circa 18-20 kg/ alveare. Procedendo verso sud, in direzione delle valli varesine, la produzione è invece scesa a 10-12 kg/alveare, con enorme variabilità. Rese più basse sono state invece registrate in provincia di Pavia con una produzione stimata in 5-8 kg/alveare.

TIGLIO – Annata negativa per il tiglio di pianura che ha reso in media 2-3 kg/alveare (provincia di Pavia). Produzioni superiori ma comunque non molto soddisfacenti in provincia di Mantova con rese tra i 10 e i 15 kg/alveare e rese che non hanno superato i 7 kg/alveare in media per famiglia in provincia di Cremona e Lodi. Per quanto riguarda il tiglio di montagna nelle zone vocate del lago di Como e in Valsassina sono state ottenute rese di 18 kg/ alveare in media ma spesso in concomitanza con la melata. Molto variabili le rese nella provincia di Bergamo con valori medi compresi in un’ampia forbice di 5-15 kg/alveare.

CASTAGNO – I raccolti di miele di castagno sono stati scarsi in bassa quota, migliori alle quote più alte. In particolare la distribuzione per provincia: 5-10 kg alveare in provincia di Pavia, 10-15 kg/alveare in provincia di Varese (basso varesotto), 5-15 kg/alveare in provincia di Como (rispettivamente basso e alto comasco), 10 kg/alveare in provincia di Lecco, 8-13kg/alveare in provincia di Bergamo (rispettivamente bassa e alta collina bergamasca).

ERBA MEDICA – Non si registrano produzioni significative di erba medica, soltanto pochi chili (2-4 kg/alveare) raccolti nel pavese.

GIRASOLE – Gli apicoltori che hanno portato le api sul girasole hanno ottenuto in qualche caso un minimo raccolto di 3 kg/alveare.

MELATA – Non si registrano produzioni significative di miele di melata di metcalfa.

MILLEFIORI D’ALTA MONTAGNA DELLE ALPI – in alcune zone vocate si registrano raccolti di 10-15 kg/alveare di millefiori d’alta montagna, a forte connotazione di tiglio e castagno e presenza di manna, con punte massime di 20 kg/alveare.

RODODENDRO – In Valtellina, sono stati raccolti in media 10-15 kg/alveare.

TARASSACO – Non sono state registrate produzioni significative di tarassaco.

MILLEFIORI PRIMAVERILE – Non sono state registrate produzioni significative di millefiori primaverile.

MILLEFIORI ESTIVO – La produzione di millefiori estivo è stata piuttosto eterogenea con una media regionale non facile da stimare. In particolare la distribuzione per provincia: 5-10 kg/alveare in provincia di Pavia e Lecco, 5-15 kg/alveare in provincia di Milano, 15 kg/ alveare provincia di Varese (zone collinari, presenza di castagno), 5-7 kg/alveare in provincia di Brescia, Bergamo, Cremona e Lodi, 20 kg/alveare in Provincia di Mantova.

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