Suinicultura, Rolfi: “Dal governo nessuna strategia per filiera di eccellenza”

“Chiediamo al Governo di inserire nella legge di Bilancio l’aumento della percentuale di compensazione Iva fino al 10% per i produttori suinicoli. Serve un intervento immediato a burocrazia zero per un settore che sta alla base della Dop economy dell’agroalimentare italiano e che sta soffrendo più di altri gli effetti della crisi. La Lombardia è la prima regione italiana per capi allevati. Il comparto non può più attendere l’immobilismo di Roma”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi.

“Condividiamo – ha aggiunto – l’appello di Coldiretti: servono forme di sostegno fiscale per i produttori di carne suina. Il ministro Bellanova batta un colpo. I nostri allevatori hanno bisogno di una boccata d’ossigeno visto che rappresentano un asset strategico per l’economia italiana. Fino a questo momento dallo Stato è arrivato il nulla totale sul tema della prevenzione della peste suina, visto che il contenimento dei cinghiali selvatici è stato azzerato, e il sostegno economico è rappresentato solo dai bandi indigenti elaborati tardivamente e che non hanno una strategia a medio termine”.

“La Lombardia – ha concluso l’assessore Rolfi – vuole lavorare per unire la filiera suinicola e facilitare il rapporto istituzionale volto a una programmazione sinergica tra produttori, trasformatori e stagionatori. Questa crisi dovuta al blocco del canale Horeca va affrontata con capacità, rapidità ed efficacia visto che il prezzo dei suini si è ridotto da marzo a giugno di oltre un terzo del valore e da ottobre a novembre di oltre il 17%”.

La Lombardia ha un patrimonio suinicolo di 4.493.125 capi, pari al 52,6% del totale nazionale. A livello provinciale, i suini allevati sono così suddivisi:

Bergamo 297.011

Brescia 1.356.038

Como 2.148

Cremona 969.149

Lecco 4.269

Lodi 356.688

Mantova 1.190.459

Monza e Brianza 3.504

Milano 77.929

Pavia 233.078

Sondrio 1.834

Varese 1.018

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