Comune di Ghedi questione rifiuti: il comune smentisce ogni cosa
Nei giorni scorsi, attraverso alcune notizie diffuse dalla stampa e il conseguente tam tam dei social, questioni delicate come quella legata a i rifiuti e alla salute del territorio di Ghedi sono balzate prepotentemente al centro dell’attenzione, creando notevole preoccupazione in tutta la comunità locale. Una situazione che ha spinto il sindaco Federico Casali ad una decisa presa di posizione: “Tutto quello che si è letto ed è stato scritto nei giorni scorsi è falso. Sono i fatti stessi a sconfessare quanto è stato diffuso in modo pregiudizievole e, proprio per questo, facendo seguito anche all’espressa richiesta che è stata avanzata dalla Maggioranza in Consiglio Comunale, dalla Commissione Ecologia, dal Comitato di Controllo Cave e Discariche e da molti cittadini attenti alla situazione ambientale, non solo ci riserviamo di presentare le opportune iniziative legali, ma chiediamo che tali notizie diffamatorie vengano immediatamente smentite. Una necessità legata all’incertezza e ai timori che queste stesse voci hanno suscitato in tutta la popolazione ghedese, mettendo in dubbio e sminuendo tutto il lavoro portato avanti dalla nostra Amministrazione Comunale e dallo stesso Comitato di Controllo, per non parlare di tutte le affermazioni riferite all’Arpa, alla Provincia e alla Procura. Da semplici congetture del tutto personali si è arrivati a costruire un percorso del tutto falsato, che ha generato apprensione e timori in tutta la nostra comunità. Ansie che devono venire cancellate al più presto facendo conoscere la verità e l’esatto svolgimento dei fatti”. Le precisazioni mosse dal Comune di Ghedi vertono su alcuni punti ben precisi. Il primo riguarda proprio l’operato della stessa Amministrazione Comunale: “Oltre alla doverosa premessa che vogliamo valorizzare e riconoscere il lavoro svolto dalla nostra Amministrazione e dal Comitato di Controllo, istituito appositamente super partes per controllare la questione ambientale nel nostro territorio (in modo concreto ed efficace, utilizzando anche le istituzioni pubbliche, Ispra compreso), voglio ribadire che, contrariamente a quanto si è letto, non è stata predisposta nessuna ordinanza sindacale. Gli atti amministrativi che sono scaturiti dal tavolo di lavoro tecnico provinciale e i “nulla osta” per le operazioni che sono state svolte dal 2016 al 2019 sono state notificate alle parti e i relativi lavori effettuati. Stiamo lavorando per la tutela del territorio di Ghedi in modo costruttivo, soprattutto nelle aree già compromesse, come quelle di escavazione e delle discariche. Io come sindaco e il Comitato di Controllo siamo adeguatamente informati di una questione molto delicata come quella di Cava Inferno. La discarica di inerti è già attiva da circa un anno e possiamo sottolineare che nell’ultimo Consiglio Comunale di giovedì 17 dicembre è stata discussa la sottoscrizione di una convenzione in merito alla compensazione ambientale tra la Tecnoinerti srl e il Comune di Ghedi, come disposto dall’atto autorizzativo n. 2168 del 2012. Una compensazione che pone in grande evidenza la problematica della viabilità, che coinvolgerà i cittadini che si trovano quotidianamente a passare in strade che, per forza di cose, dovranno venire sottoposte a manutenzioni straordinarie per sostenere il nuovo traffico e garantire al tempo stesso sicurezza e scorrevolezza”. Tra le puntualizzazioni volute dal Comune di Ghedi anche una nota relativa alla Procura: “Tutte le attività tecniche sono state comunicate alla Procura di Brescia da parte della Provincia di Brescia che ha supportato il Comune di Ghedi. In particolare, nell’ordinanza di applicazione di misura cautelare in riferimento al sito nel territorio di Ghedi denominato Cava Inferno, di proprietà della Cava Inferno srl, si legge espressamente: “come emerge dal contenzioso amministrativo seguito alla richiesta del 12 maggio 2016 della Provincia di Brescia di sospendere l’utilizzo di similargilla e del successivo ordine di rimuovere il materiale da taluni settori, non esiste alcuna necessità di un provvedimento di sequestro, dato che si è attivata in modo pronto ed efficace l’autorità amministrativa allo scopo di evitare che il reato venga portato a conseguenze ulteriori”. Le precisazioni del Comune di Ghedi si rivolgono anche alla Provincia di Brescia: “L’unità tematica specializzata nella gestione di bonifiche e rifiuti – spiega il sindaco Federico Casali – a partire dal 2006 ha seguito la questione ambientale del materiale della similargilla ed ha effettuato complesse attività di valutazioni tecniche in loco, con prelievi in contraddittorio con la parte e analizzate dall’Arpa della Lombardia. Sempre in merito alle attività portate avanti dalla Provincia, si può partire dall’atto dirigenziale numero 6.063 del 2016, relativo alla diffida all’attività di approntamento della discarica per la presenza di parametri quali gli idrocarburi pesanti, e giungere sino all’avvio, sempre da parte della Provincia di Brescia, della presentazione del piano di ripristino ai sensi dell’articolo 192 del Decreto legislativo 152 del 2006 (e seguenti). Fino a comprendere la sospensione del provvedimento autorizzativo della discarica numero 2.168 del 2021 fino alla rimozione del materiale (rifiuti) presente sul posto. È bene sottolineare che tutte le operazioni di rimozione e asportazione dei rifiuti e l’indagine sul terreno sono state seguite ed autorizzate in ogni fase dagli Enti locali e si sono conclusi con un “nulla osta” da parte della Provincia di Brescia in contraddittorio con l’Arpa”. Proprio in quest’ultima direzione viene rivolto l’ultimo appunto dell’Amministrazione Comunale di Ghedi: “La nota dell’Arpa alla quale si fa riferimento non ipotizza nulla sulla situazione di Cava Inferno, ma, come Ente istituzionale, rimane a disposizione e a supporto del Comune, evidenziando che sono “necessarie verifiche in contraddittorio delle matrici naturali su cui tali rifiuti sono stati posizionati”. Le determinazioni analitiche sono già state effettuate da Arpa a partire dal 2016 e negli anni seguenti in relazione al bacino 6/A e 6/B. Tutto questo – è la conclusione del sindaco Federico Casali – è solo una sintesi di quello che vogliamo evidenziare per far giungere alla comunità di Ghedi un messaggio molto chiaro che è stato messo in discussione da quanto letto nei giorni scorsi. Potremmo riassumere il tutto dicendo che per la tutela dell’ambiente nel nostro territorio si sta portando avanti un lavoro ben preciso. L’istituzione di una prerogativa della nostra comunità come il Comitato di Controllo Cave e Discariche, del quale fanno parte membri sia della Maggioranza che dell’Opposizione, fa capire quanto sia sentita la questione in terra ghedese. La situazione viene monitorata in modo costante e siamo sempre attenti a prendere le iniziative che si dovessero rendere necessarie nella consapevolezza che un territorio come quello di Ghedi ha già dato (e molto) da questo punto di vista. È per questo che non possiamo permettere che affermazioni che non corrispondono al vero mettano in discussione tutta questa attività e generino nella comunità dubbi, timori e perplessità che, invece, non hanno ragione d’esistere”.
