Al turismo invernale servono certezze

A stagione invernale inoltrata è assurdo che non siano ancora state validate le linee guida per l’apertura degli impianti sciistici. Il settore turistico ha bisogno di una programmazione chiara e di indicazioni precise per ripartire in sicurezza.  Per avviare gli impianti di risalita non è sufficiente schiacciare un bottone. Senza certezze gli investimenti necessari diventano insostenibili. Bisogna dire chiaramente che uno dei problemi che hanno gli ospedali di montagna è quello di garantire soccorso agli infortuni che mediamente si verificano ogni stagione dato l’impegno nel fronteggiare la pandemia.

La salute deve essere al primo posto ma se non può essere garantita deve essere detto chiaramente e l’economia della montagna deve essere adeguatamente ristorata.

Le società degli impianti di risalita hanno compiuto uno sforzo notevole fin dall’estate scorsa per contingentare l’uso delle seggiovie e delle cabinovie e per richiedere agli utenti prenotazioni anticipate. Ci pare giusto che vengano per lo meno ascoltate.

Il business delle vacanze invernali si stima valere circa 12 miliardi di € l’anno e proprio da questo dipende buona parte della sopravvivenza di molte strutture ricettive e agricole in montagna. Queste realtà svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio anche contro il dissesto idrogeologico, l’abbandono e lo spopolamento delle montagne.

Servono misure di sicurezza tali da garantire le attività del settore per i pochi mesi che rimangono, ora.

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