Tari e alberghi

“Apprendiamo che il comune di Brescia per il 2021 non intende aumentare la TARI ma anzi, per alcune utenze non domestiche tra cui i bar ed i ristoranti, promette una diminuzione – esordisce Alessandro Fantini presidente della sezione cittadina di Federalberghi Brescia nonché vicepresidente vicario provinciale – e questo è senz’altro positivo”.

Quello che si propone per il settore alberghiero però è ridicolo. Il mondo dell’ospitalità è stato ed è tuttora fra i più penalizzati con perdite di fatturato, a partire dal mese di marzo, molto importanti, fino al 70% rispetto agli anni precedenti. Tra l’altro, quegli alberghi che, per puro spirito di servizio, hanno scelto di tenere aperto nonostante la situazione consigliasse di fare il contrario, non hanno potuto nemmeno beneficiare di altre provvidenze stanziate. E gli altri alberghi che dall’inizio della pandemia hanno chiuso, molto probabilmente nemmeno quest’anno riapriranno.

“Gli sconti sulla parte variabile applicati dal comune nel 2020 sono stati irrisori, tenendo conto che, come si sa, quella che conta è la parte fissa della tariffa calcolata sui metri quadri complessivi della superficie alberghiera – continua Fantini – così come lo sconto prospettato per il 2021 pari allo 0,5%”.

Durante l’anno appena passato gli alberghi hanno continuato a pagare regolarmente la TARI come se fossero stati in piena attività, mentre “con pochissime camere occupate e con il funzionamento ridotto o nullo dell’attività di somministrazione attraverso i bar e i ristoranti interni a servizio esclusivo degli alloggiati, così come dell’attività congressuale azzerata, i rifiuti prodotti sono stati davvero pochi”. Noi non abbiamo goduto di nessun vantaggio dall’aumento dei plateatici. Avevamo i tavoli vuoti all’interno e quindi non avevamo nessuna necessità di ulteriori spazi.

“La proposta di Federalberghi Brescia – avanza il vicepresidente Fantini – è di ridurre almeno alla metà la tariffa per il servizio di raccolta dei rifiuti per gli alberghi, tenendo conto che per il 2020 abbiamo pagato praticamente per intero e ci vorranno ancora altri due o tre anni di sofferenza, numeri della pandemia permettendo, per poter avvicinare i risultati economici delle passate stagioni”.

Conclude il vicepresidente Federalberghi Brescia, Alessandro Fantini: “Negli hotel la raccolta differenziata è ai massimi livelli e i metri quadri occupati, ed in conseguenza i costi fissi, sono rilevanti: sommati alle perdite di fatturato, se nessuno ci viene incontro, non vediamo futuro. La situazione è drammatica e la politica sembra non accorgersi di nulla. Anzi no. Forse si accorgono di noi solo perché la raccolta della tassa di soggiorno che facciamo gratuitamente per il comune di Brescia è drasticamente crollata”.

“Apprendiamo che il comune di Brescia per il 2021 non intende aumentare la TARI ma anzi, per alcune utenze non domestiche tra cui i bar ed i ristoranti, promette una diminuzione – esordisce Alessandro Fantini presidente della sezione cittadina di Federalberghi Brescia nonché vicepresidente vicario provinciale – e questo è senz’altro positivo”.

Quello che si propone per il settore alberghiero però è ridicolo. Il mondo dell’ospitalità è stato ed è tuttora fra i più penalizzati con perdite di fatturato, a partire dal mese di marzo, molto importanti, fino al 70% rispetto agli anni precedenti. Tra l’altro, quegli alberghi che, per puro spirito di servizio, hanno scelto di tenere aperto nonostante la situazione consigliasse di fare il contrario, non hanno potuto nemmeno beneficiare di altre provvidenze stanziate. E gli altri alberghi che dall’inizio della pandemia hanno chiuso, molto probabilmente nemmeno quest’anno riapriranno.

“Gli sconti sulla parte variabile applicati dal comune nel 2020 sono stati irrisori, tenendo conto che, come si sa, quella che conta è la parte fissa della tariffa calcolata sui metri quadri complessivi della superficie alberghiera – continua Fantini – così come lo sconto prospettato per il 2021 pari allo 0,5%”.

Durante l’anno appena passato gli alberghi hanno continuato a pagare regolarmente la TARI come se fossero stati in piena attività, mentre “con pochissime camere occupate e con il funzionamento ridotto o nullo dell’attività di somministrazione attraverso i bar e i ristoranti interni a servizio esclusivo degli alloggiati, così come dell’attività congressuale azzerata, i rifiuti prodotti sono stati davvero pochi”. Noi non abbiamo goduto di nessun vantaggio dall’aumento dei plateatici. Avevamo i tavoli vuoti all’interno e quindi non avevamo nessuna necessità di ulteriori spazi.

“La proposta di Federalberghi Brescia – avanza il vicepresidente Fantini – è di ridurre almeno alla metà la tariffa per il servizio di raccolta dei rifiuti per gli alberghi, tenendo conto che per il 2020 abbiamo pagato praticamente per intero e ci vorranno ancora altri due o tre anni di sofferenza, numeri della pandemia permettendo, per poter avvicinare i risultati economici delle passate stagioni”.

Conclude il vicepresidente Federalberghi Brescia, Alessandro Fantini: “Negli hotel la raccolta differenziata è ai massimi livelli e i metri quadri occupati, ed in conseguenza i costi fissi, sono rilevanti: sommati alle perdite di fatturato, se nessuno ci viene incontro, non vediamo futuro. La situazione è drammatica e la politica sembra non accorgersi di nulla. Anzi no. Forse si accorgono di noi solo perché la raccolta della tassa di soggiorno che facciamo gratuitamente per il comune di Brescia è drasticamente crollata”.

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