Bagnolo Mella: presentata la relazione di fine lavori per la bonifica dell’area ex consorzio

L’ormai annoso procedimento volto alla bonifica della vasta area (circa 30.000 metri quadrati) dell’ex Consorzio Agrario a Bagnolo Mella è finalmente giunto al termine. In effetti è stato compiuto l’atto che, di fatto, sancisce la conclusione del lungo percorso con il deposito della relazione di fine lavori da parte della IN.T.EC., la società incaricata dall’Agrinordest (l’ex Calv). Il documento, oltre che ai vari enti interessati, è stato trasmesso al Comune di Bagnolo, alla Provincia di Brescia e all’Arpa e, a questo punto, dovranno essere proprio questi ultimi due soggetti a mettere il punto finale sull’intera operazione, confermando a loro volta l’avvenuto deposito (un atto di pura adesione, che non entra nel merito di una bonifica che in questo modo è già stata completata definitivamente).

Dopo tanti anni di attesa, tutto è finalmente pronto per restituire al territorio bagnolese (e all’intera comunità) un’ampia zona vicina al centro, portando a buon fine il complesso intervento che era stato posto al centro dell’attenzione nell’ormai lontano 2008 e che, dopo tante discussioni ed approfondimenti, aveva visto iniziare il suo iter nel 2011 (con l’avvio del primo step) e aveva visto definire nel 2014 il “Progetto operativo di bonifica”, realizzato dall’IN.T.EC. e approvato dall’Amministrazione Comunale bagnolese con la determina numero 264 dell’11 giugno 2014. Le linee guida di un “disegno” tanto importante quanto impegnativo nella sua esecuzione, che aveva affidato all’ex proprietario del sito, la Cooperativa Consorzio Agrario del Nordest, la bonifica del sottosuolo, mentre alla Finprisma, l’attuale proprietario, è stato fatto carico di bonificare tutto quello che è stato realizzato sopra la terra (e in questo senso la questione finale riguarda i silos, che saranno abbattuti non appena verranno definiti i dettagli di un’operazione che coinvolgerà direttamente anche l’adiacente linea ferroviaria Brescia-Cremona, con tutte le connesse problematiche facilmente immaginabili). L’intervento di bonifica è stato suddiviso in diversi step, che hanno compreso la bonifica dell’amianto e degli idrocarburi rilevati nel sito. Per quel che riguarda, più in particolare, la bonifica del sottosuolo, che è proprio l’intervento appena giunto a conclusione, i risultati della caratterizzazione effettuata hanno evidenziato una contaminazione nell’area sud-est del sito, dovuta alla presenza di arsenico, cadmio, rame e piombo in concentrazioni superiori a quelle previste dalle norme. Una contaminazione non uniforme, che ha reso necessaria la suddivisione dell’intero sito in trentanove lotti, profondi oltre un metro e di circa trecento metri quadrati per un totale di oltre 24.000 metri cubi di materiale da trattare. In questo modo si è potuta esaminare in modo omogeneo e sicuro l’effettiva consistenza del sottosuolo e portare avanti l’opera di bonifica necessaria per riportare tutti i valori nei valori previsti dalla legge. Da segnalare che l’intero percorso guidato dall’IN.T.EC. è stato eseguito non solo con tecniche innovative e macchinari all’avanguardia, ma ha adottato la soluzione di esaminare il terreno in loco così da evitare innumerevoli viaggi per trasportare il materiale nel luogo dell’analisi prima e riportarlo poi, una volta bonificato, nel sito bagnolese. Una scelta che ha evitato sia di gravare sul traffico del territorio circostante che di “minacciare” la salute dell’ambiente con una circolazione sostenuta di mezzi pesanti dall’impatto tutt’altro che trascurabile.

“Il procedimento che abbiamo adottato – è la sintesi della spiegazione del responsabile dell’intervento, l’ing. Pierandrea Girotto – ha previsto l’utilizzo di cemento e additivi, il terreno è stato così trasformato in un materiale granulare, simile a ghiaia sintetica, del tutto sicuro. Il materiale stesso, tra l’altro, è stato trattato ed esaminato sul posto, dove ha subito diversi test da apposite apparecchiature fino a raggiungere la certezza di essere completamente sicuro. Solo allora è stato ricollocato a terra”. Entrando nel dettaglio operativo, la rimozione controllata dei terreni inquinati è stata effettuata per lotti successivi ed ha sempre garantito la tracciabilità dei vari lotti durante il processo di bonifica. Un percorso che ha seguito sino alla sua conclusione il progetto di bonifica approvato e le sue prescrizioni, sino a giungere ai risultati che sono stati segnalati e descritti nella relazione di fine lavori, dove tutti i valori sono risultati conformi alle norme, con la possibilità di tornare ad utilizzare il sito, nuovamente sicuro dopo la realizzazione del trattamento. “Si è trattato di un percorso lungo ed impegnativo – è la soddisfatta riflessione del sindaco Cristina Almici – Non sono mancati gli imprevisti, ma il progetto è andato avanti con tenacia al fine di poter restituire ai bagnolesi un’ampia area del territorio collocata vicina al centro in una posizione di particolare interesse. Il nostro primo obiettivo è sempre stato quello di tutelare nel migliore dei modi la salute dei cittadini e dell’ambiente e proprio questa attesa trasmissione della relazione di fine lavori ci offre la certezza di essere riusciti a raggiungere il nostro intento. In questo senso, possiamo sottolineare anche la disponibilità della proprietà e la proficua collaborazione che abbiamo sempre portato avanti con l’Arpa e l’Ats. Direi che se è stato raggiunto, finalmente, questo traguardo così importante e voluto, il merito è di tutti questi elementi messi insieme. Un vero e proprio gioco di squadra, che ha restituito a Bagnolo un’ampia area del suo territorio che, in seguito, è destinata a venire utilizzata a fini commerciali”.

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