Consiglio provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori sull’incarico a Draghi
Il Consiglio provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori dell’Unità Territoriale Brescia Mantova si è riunito giovedì 11 febbraio ed in merito alla situazione sociale e politica italiana ha approvato all’unanimità il seguente documento: L’incarico di formare il nuovo Governo dato a Mario Draghi sembra aver aperto inaspettatamente una nuova stagione della politica in cui a prevalere sugli interessi di parte è il bene dell’intero Paese.
Avviene in un momento in cui sfiducia e pessimismo potrebbero avere il sopravvento perché la pandemia che ci sta martoriando da un anno e la precedente crisi economica ci hanno sfiaccati. Le persone, le famiglie, le aziende sono esauste per i sacrifici che devono continuare ad affrontare, ma soprattutto sono smarrite per l’incertezza che pesa sul futuro.
La gravità di questa situazione è avvertita in modo particolare da chi non ha tutele, da chi rischia di perdere tutto quello che con fatica ha realizzato e non ha una prospettiva di ripresa, dai giovani che non trovano occupazione e a cui sono venuti meno pure i percorsi formativi.
Sono sentimenti e preoccupazioni che rileviamo ogni giorno incontrando ed ascoltando le persone che utilizzano i nostri servizi.
In questa drammatica situazione, la politica, che si è rivelata debole ed incapace di affrontare una crisi senza precedenti, ha purtroppo contribuito a far aumentare l’insicurezza e il pessimismo.
Siamo grati a Mario Draghi che, consapevole della gravità della situazione che dovrà affrontare, ha accettato l’incarico e con realismo e concretezza ha indicato le priorità: “vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani dei cittadini, rilanciare il Paese, … con uno sguardo attento al futuro delle giovani generazioni e al rafforzamento della coesione sociale”.
Le ha pronunciate con la competenza e l’autorevolezza che gli viene riconosciuta a livello internazionale e che ha portato i mercati finanziari ad investire sugli asset italiani e a far scendere lo spread sotto 100. Con questa autorevolezza saprà anche rappresentare l’Italia in Europa e, da protagonista, contribuire a riformare l’Unione Europea perché ritrovi la sua identità e gli ideali del popolarismo che l’hanno fondata; a correggere le regole oggi inadeguate che hanno alimentato le ragioni del populismo non comprese per tempo.
L’Europa ci potrà aiutare se investiremo su interventi strategici per il futuro e non disperderemo le risorse in sussidi che servono a sopravvivere, ma non creano occupazione. Il Recovery fund, un piano da 220 miliardi che deve essere presentato entro aprile e attuato entro il 2026, è una straordinaria e irrepetibile opportunità per l’Italia. Solo chi come Mario Draghi ha gestito con rigore e lungimiranza volumi finanziari enormi può guidarci a programmarne l’utilizzo per “ricostruire” il nostro Paese.
Ognuno deve fare la sua parte e ci aspettiamo che le forze politiche e sociali lo sostengano e contribuiscano a dargli forza.
Ci sentiamo impegnati ad accompagnare l’azione del nuovo Governo con il nostro impegno, i nostri servizi e la prossimità alle persone che hanno più bisogno e ricercano le ragioni per resistere e sperare. La coesione sociale, che Mario Draghi ha indicato come una delle priorità, e che permette di sentirci uniti in un destino comune, nasce a partire dal basso dove ancora una volta i corpi intermedi possono dimostrare concretamente la loro funzione e il loro valore.
Mario Draghi in tutti i ruoli che ha ricoperto è stato fedele ai suoi principi che spesso ha richiamato negli interventi pubblici sottolineando quanto sia importante la dimensione valoriale ed etica sia nella vita privata che in quella pubblica. Questa “straordinaria” forza guidi ciascuno di noi.
