Liv-ex, le etichette italiane valgono il 17% del mercato dei fine wine: Barolo e Brunello al top

L’Italia dei vini da investimento è definitivamente sbocciata sul mercato secondario. A confermarlo, ancora una volta, i dati del primo trimestre 2021 del Liv-ex, l’indice di riferimento del mercato secondario dei fine wine, che sottolinea come il Belpaese enoico, salvato nel 2020 dalle tariffe Usa, e libero dalla complessità del mercato di Bordeaux, ancorato al meccanismo dell’en primeur, offra un numero sempre più importante di opportunità ed etichette, sulla scia di quanto fatto lo scorso anno. Così, nei primi tre mesi 2021, in cui il valore delle bottiglie scambiate sul Liv-ex è cresciuto del +124,8% sui primi tre mesi del 2020, ed il numero dei buyer è balzato del 45%, l’Italia è arrivata a rappresentare il 17% delle quote di mercato a valore, in crescita dal 15,1% del 2020 e dall’8,8% del 2019.

Come nel 2020, il Barolo è la denominazione più scambiata in Italia, la Toscana (che una denominazione non è, ndr) rimane al secondo posto, mentre il Brunello di Montalcino, sfruttando l’onda delle ultime due incredibili annate in commercio – la 2015 e la 2016, celebratissime dalla critica internazionale – ha scalato tre posizioni, ed è ora la terza denominazione più scambiata, in valore, nel 2021. Dietro, ci sono Bolgheri e Barbaresco a completare la top five, ma ormai sono ben 40 le denominazioni o indicazioni geografiche scambiate abitualmente sul Liv-ex, quasi il doppio del 2020. Tanto che il giro d’affari delle etichette italiane, dall’inizio del 2021, ha superato i 10 milioni di euro, raggiungendo a valore la Borgogna.

Nella top ten delle etichette più scambiate, a valore, di questa prima parte dell’anno, c’è qualche sorpresa. In vetta, c’è infatti il Redigaffi 2018 di Tua Rita, seguito dal Sassicaia 2018 di Tenuta San Guido e dal Barolo Monfortino Riserva 2014 di Giacomo Conterno, re delle aste e tra le griffe più ricercate dai collezionisti di tutto il mondo. Ancora Sassicaia alla quarta posizione, con l’annata 2017, quindi di nuovo Giacomo Conterno, con il Barolo Francia 2016, un risultato che segue un po’ le dinamiche dei secondi vini degli Chateaux di Bordeaux. Alla posizione n. 6 il Barolo 2016 di Bartolo Mascarello, ancora Sassicaia, l’annata 2016, il Barolo Monvigliero 2016 di G. B. Burlotto e, infine, il Masseto, con due annate diverse, la 2017 e la 2015.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.