Soft skill. Un gap ancora in parte da colmare anche tra manager e figure tecnico – professionali di medio e alto profilo

Le soft skill, ovvero le capacità relazionali, di leadership, problem solving, ragionamento, pensiero analitico sono indispensabili anche nell’era dell’industria 4.0 e della digitalizzazione per governare la tecnologia e l’evoluzione high tech. I sistemi di analisi dei Big data, i grandi dati prodotti dai sistemi aziendali e dalle tracce che lasciamo quotidianamente nella Rete, richiedono sempre più non solo competenze tecniche ma legate anche alle soft skill. Soft skill che è emerso da una indagine di Sesvil, realtà con sede in via Malta, in città, specializzata nel settore delle risorse umane e della formazione – oltre che nella tutela della liquidità finanziaria aziendale – non sono ancora sufficientemente sviluppate e formate anche tra i manager e le figure tecnico – professionali di medio e altro profilo.

Sesvil, che ha varato nel 2020 Sesvil University, condensando l’intera parte formativa della struttura frutto di un’esperienza ventennale, nella sua indagine ha rielaborato i risultati, aggregandoli in forma anonima, delle valutazioni delle soft skill, realizzate tra il 2015 e il 2020, di 2.345 manager e figure tecniche ad alta specializzazione, tra i 32 e 40 anni, in possesso di diploma o laurea e coinvolti in assessment di selezione e valutazione del potenziale gestiti dalla stessa Sesvil.  I risultati dell’indagine sono stati presentati da Massimiliano Bergomi, ceo di Sesvil, nel corso del webinar “Dati di produzione, Soft skill e incentivi per essere competitivi nell’era 4.0”. “La digitalizzazione, la robotica e più in generale l’industria 4.0 producono un impatto disruptive sull’intera organizzazione aziendale – spiega Bergomi – . E questo porta con sé una riduzione della gerarchia in favore di una leadership diffusa e molti dati di diversa natura da gestire in contemporanea. Per questo diventa indispensabile saper selezionare le informazioni rilevanti da quelle che non lo sono, analizzare ed elaborare i dati, condividere e confrontarsi, scambiare opinioni. Le persone devono imparare a dialogare tra loro e con le macchine. Chi ha ruoli dirigenziali e di responsabilità deve stimolare lo spirito di iniziativa oltre la routine e favorire un apprendimento costante”.

I cambiamenti connessi all’industria 4.0 e alla digitalizzazione rendono dunque ancor più necessarie le soft skill e le capacità trasversali. Abilità e saperi non tecnici che favoriscono una partecipazione efficace sul lavoro e sono espressione di qualità e atteggiamenti personali, sociali, relazionali, gestionali. Secondo un’elaborazione del World Economic Forum, nella top ten delle soft skill per l’orizzonte 2025 figurano abilità quali ragionamento, gestione delle informazioni, analisi e interpretazione dei dati, pensiero analitico, comunicazione, lavoro in team, spirito di iniziativa, innovazione, problem solving, leadership. Occorre dunque armonizzare le competenze tecniche con le soft skill affinché non si diventi semplicemente esecutori di una mansione ma titolari di un mestiere.L’indagine Sesvil che ha utilizzato ValutoHR  il metodo sviluppato dalla realtà di via Malta per la valutazione delle soft skill, ha evidenziato come le lacune riguardino in particolare la comunicazione (nel 43% dei casi), la gestione delle informazioni (42%) l’analisi dei dati e la leadership (41%), il lavoro in team e il pensiero analitico (40%) il problem solving (39%), la visione d’insieme (38%), l’orientamento al cliente (37%) e lo spirito di iniziativa (33%). La formazione resta la chiave di volta anche per il rafforzamento dello soft skill. Secondo una ricerca Ocse del 2019, in Italia solo il 20% della popolazione adulta partecipa a percorsi formativi, contro il 40% della media dei Paesi Ocse. Per acquisire le soft skill sono indispensabili la formazione sul campo, ovvero l’esperienza, ma anche quella laboratoriale e frutto percorsi ad hoc. Come quelli ideati da Sesvil University, con i suoi Laboratori di alta formazione per lo sviluppo delle soft skill.

Per maggiori informazioni su Sesvil e Sesvil University, è possibile consultare i relativi siti, www.sesvil.it, www.sesviluniversity.it e www.valutohr.it.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.