Anche a Bagnolo si parla della Wte
Fortunatamente la questione non riguarda problemi strettamente legati alla salute dei campi del territorio di cui tanto si discute in questi giorni, ma della Wte srl in queste stesse ore si sta parlando anche a Bagnolo. In effetti tutte le questioni che sono balzate al centro dell’attenzione generale in merito ai possibili spandimenti scorretti di fanghi che hanno coinvolto in modo specifico alcune località della Bassa, hanno posto in grande evidenza che anche in terra bagnolese si sta seguendo con crescente interesse l’azienda che è attiva nel settore dell’ambiente. È infatti tuttora in corso il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica presentato dalla stessa Wte per chiedere l’annullamento del “regolamento per l’impiego dei fertilizzanti di tipo B sui suoli del territorio comunale” che il Comune di Bagnolo ha approvato lo scorso 18 marzo 2019. A settembre dello stesso anno l’Amministrazione Comunale di Bagnolo Mella ha deciso di resistere davanti all’istanza della controparte e affidare l’incarico di far valere le sue ragioni ad un legale.
Complici anche i “rallentamenti” successivamente portati dall’emergenza sanitaria, il procedimento non ha ancora emesso nessun giudizio, ma si attendono a breve le prime indicazioni. Il tutto per una situazione che non preoccupa il sindaco Cristina Almici, che, al contrario, sottolinea la bontà del documento approvato: “Abbiamo voluto adottare un regolamento che offrisse la massima tutela ai campi del nostro territorio e fosse attento alla loro salute e a quella di tutto l’ambiente. In questo senso possiamo dire che proprio i fatti di cui tanto si parla in questi giorni confermano che avevamo visto giusto e che la decisione di offrire una protezione specifica ai nostri campi era giusta. Il regolamento che abbiamo approvato in Consiglio Comunale (tra l’altro con la sorprendente astensione dei consiglieri di “Bagnolo La Civica” che, pur riconoscendo la finalità tesa a salvaguardare il territorio, hanno pensato di astenersi al momento della votazione) è valido, ovviamente, solo sul nostro territorio comunale e riguarda le “modalità di utilizzo agro-economico dei “prodotto fertilizzanti provenienti da attività di recupero dei residui di lavorazione e dei rifiuti”. Il regolamento riguarda, appunto, i fanghi, i gessi di defecazione, il digestato, il bio-digestato, il compost, gli ammendanti e i correttivi, tutti riuniti sotto la dicitura “fertilizzante di tipo B”. In estrema sintesi l’impiego di tali fertilizzanti è subordinato alla presentazione al Comune di uno studio pedo-agronomico che valuti la reale necessità di utilizzo di tali prodotti (anche qualora non contengano azoto) almeno sette giorni prima dell’inizio delle operazioni. Abbiamo voluto introdurre un’analisi del terreno prima dello spandimento e una successiva così da poter avere sottomano l’effettivo stato delle cose e un quadro dettagliato di quanto è stato compiuto. In questo senso, dopo l’impiego dei fertilizzanti di tipo B deve venire condotta, a spese del richiedente, un’ulteriore analisi chimico-fisica del terreno (un’analisi che, tra l’altro, in conformità alla normativa vigente, dev’essere effettuata in contraddittorio con personale incaricato dalla nostra Amministrazione)”. Tutele che hanno originato il ricorso straordinario della Wte, ma che sin dall’approvazione del regolamento hanno rappresentato una “barriera di protezione” molto importante per il territorio di Bagnolo: “È con questa convinzione – conclude il sindaco Almici – che nel 2019 abbiamo delineato il regolamento e che abbiamo deciso di opporci al ricorso presentato dalla Wte. Siamo consapevoli di avere messo a difesa dei nostri campi uno strumento di difesa efficace e attento e i fatti ai quali abbiamo assistito nei giorni scorsi sembrano confermare non solo l’importanza di questo argomento, ma anche che il nostro cammino era stato spinto da subito nella direzione giusta e nella quale intendiamo continuare a proseguire per una tutela dell’ambiente all’insegna dei fatti e dei risultati e non delle vuote parole e delle polemiche pretestuose”.
