Iseo, in crisi la sanità territoriale: serve un nuovo piano assistenziale

Si può riaprire il punto nascite d’Iseo, ce lo dimostra il Governatore veneto Luca Zaia che, nel giro di pochi mesi, ha presenziato all’inizio delle attività di ben due punti nascita: quello di Portogruaro (Ve) ed ora quello di Asiago (Vi). Entrambi erano ben al di sotto  dei 500 parti/anno richiesti dal DM/70. Il post-covid e le indicazioni nazionali del Ministero della Salute  di rafforzare la sanità pubblica sui territori sono state recepite ed applicate nel modo corretto.

Sarebbe opportuno  che anche la sanità territoriale lombarda si orientasse verso un riequilibrio tra le strutture private e quelle pubbliche che stanno gradualmente indebolendosi.  La riapertura del punto nascite è strategico anche per il ripristino dei servizi di ginecologia, degli screening mammella e della chirurgia oncologica.  Il territorio d’Iseo accusa un altro duro colpo e riguarda la grave crisi gestionale che sta attraversando la Fondazione “Cacciamatta”. L’Ente  gestisce importanti servizi sanitari, come la Residenza Sanitaria Assistenziale in Iseo per non autosufficienti, la Casa Albergo  a Monticelli Brusati per persone parzialmente autosufficienti, il Centro diurno Integrato a Passirano per utenti affetti da patologia di Alzheimer, i Servizi di Assistenza Domiciliare Integrata nei Comuni dei Distretti Sanitari di Iseo , Chiari e Palazzolo.

Ora l’ente  sta attraversando crisi gestionale. Le recenti dimissioni della direttrice (in carica da soli 20 mesi) e le proteste dei parenti, che hanno denunciano numerosi scompensi organizzativi come quello della rottura contemporanea di ben tre sollevatori e il lungo guasto all’aria condizionata ne sono la testimonianza. In questi giorni alcuni degenti hanno lasciato la RSA ed altri (attraverso i loro parenti) hanno espresso pesanti critiche per il peggioramento repentino della qualità dei servizi. Preoccupa inoltre il fatto che che a settembre siano previste importanti uscita /dimissioni e pensionamenti del personale medico e paramedico. In questa fase di crisi climatica in cui  l’ambiente delle nostre zone è spesso inquinato come i terreni, i corsi d’acqua e l’aria, la salute è minacciata con l’insorgenza di diverse patologie che necessitano di essere diagnosticate e curate sul territorio con servizi sanitari adeguati e funzionanti.

Gli ospedali di Brescia e di Bergamo sono già congestionati e lontani.  In una pesante fase pandemica, che ha messo in luce pesanti scompensi sanitari a livello territoriale sorprende che  i Comuni non mettano in agenda momenti di mobilitazione per spingere il Governatore lombardo Attilio Fontana a riaprire il punto nascite e a sviluppare controlli  i controlli e la vigilanza necessaria sulla gestione della Fondazione Cacciamatta.

 

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