“OspitiAmo” nuove case di accoglienza per persone senza dimora
Prende il via “OspitiAmo”, il progetto realizzato dalla Società di San Vincenzo De’Paoli di Brescia per accogliere, in una struttura situata in via Carducci, persone senza dimora, italiane e straniere: uomini e donne soli, mamme con bambini ma anche piccoli nuclei famigliari (papà, mamma e massimo due bambini). A rendere possibile l’iniziativa sono stati i finanziamenti di Fondazione Cariplo, di Regione Lombardia e il generoso e indispensabile supporto di molti benefattori bresciani.
Al secondo piano del complesso sono stati costruiti otto alloggi bilocali, confortevoli e accoglienti, che potranno ospitare circa 20 persone. Gli appartamenti saranno utilizzati anche per esperienze di cohousing e potranno alloggiare due o tre persone al massimo, uomini o donne, per effettuare percorsi di sviluppo delle capacità autogestionali, in previsione di una vita in autonomia.
Al piano terra si trovano, invece, le portinerie, le sale tv, i soggiorni, le lavanderie, gli spazi per gli operatori, la cucina, la sala da pranzo comune e un grande locale che potrà essere usato anche per iniziative aperte al quartiere. È stato realizzato, inoltre, un ambulatorio, trasferito dalla attuale sede, che sarà operativo nei giorni feriali e che sarà gestito da medici volontari. Sono previste anche due camere per le dimissioni dagli ospedali di persone senza dimora.
Saranno poi sviluppati altri progetti per l’inclusione sociale che potranno coinvolgere fino a un massimo di altri 33 uomini e 15 donne, individuati con la collaborazione dei Servizi sociali territoriali e dei servizi specialistici, che verranno accolti in camere da due o da tre letti situate al primo piano.
In questo contesto i volontari e gli operatori potranno così continuare il loro impegno quotidiano nel solco tracciato da San Vincenzo de’ Paoli e dal Beato Federico Ozanam. Il dormitorio della San Vincenzo di Contrada Sant’Urbano venne aperto la notte di Natale del 1899 e per una curiosa coincidenza, 122 anni dopo, vede quindi la luce un progetto importante, indirizzato al recupero integrale dell’individuo.
