Il viaggio di Flavia: dopo una sosta di 42 anni, ora “viaggia” nella memoria di tutti

Mentre l’Assessore Marco Fenaroli partecipa col gonfalone alla commemorazione della strage del 2 agosto 1980 e del treno Italicus del 4 agosto 1974, Flavia Casadei, una giovane ragazza di Rimini, vittima della strage del 2 agosto, conclude il viaggio per Brescia iniziato e interrotto dalla violenza 42 anni fa. A permettere questo viaggio dopo la lunga sosta durata 42 anni è Marta Azzali, una partecipante del progetto “A Destino” dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di Bologna del 2 agosto 1980, supportato dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna e svolto in collaborazione con il Dipartimento Scienze dell’Educazione “G.M.Bertin”, Università di Bologna, il Teatro dell’Argine e BAM! Strategie Culturali.

Subito dopo l’arrivo a Brescia, Marta viene accolta a Casa della Memoria dove consegna lo zaino che rappresenta simbolicamente il viaggio di Flavia, uno zaino contenente una lettera, dei fogli arrotolati su cui sono riportati dei testi e una scatola con delle tempere. Proprio quest’ultimo oggetto rappresenta la passione di Flavia per la pittura, una passione e uno dei motivi per il quale aveva deciso di compiere questo viaggio, dato che si stava recando a Brescia per incontrare lo zio e un amico pittore. Il viaggio di Flavia prosegue, grazie a Marta, prima presso la Fondazione Clementina Calzari Trebeschi e successivamente presso Piazza Loggia, dove Marta si sofferma per qualche istante di fronte alla Stele, a quella Stele che ha il compito di consegnare alla memoria collettiva le vittime della strage che il 28 maggio 1974 ha colpito Brescia.

Flavia era in viaggio. Si è fermata a Bologna. Dopo una sosta di 42 anni, grazie a un progetto che ha messo in risalto, ancora una volta, il legame tra Brescia e Bologna, ha completato quel viaggio consegnandosi alla memoria di tutti.

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