Il TAR sospende alcune parti del calendario venatorio regionale su ricorso della Lega Abolizione Caccia

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Milano, sez. quarta, con Ordinanza  n. 1056 del 9 settembre, ha accolto l’istanza cautelare formulata dalla LAC-Lega per l’Abolizione della Caccia, relativa ad alcune parti del calendario venatorio approvato dalla Giunta regionale il 14 giugno scorso.

 

Per effetto dell’Ordinanza dei giudici amministrativi viene posticipata l’apertura della caccia ad alcune specie, che pertanto non potranno essere abbattute se non  a partire dal 1 ottobre; si tratta di: beccaccino, frullino, gallinella d’acqua, folaga, porciglione, germano reale, alzavola, codone, fischione, mestolone, marzaiola, canapiglia, tordo bottaccio e beccaccia.

Per la Beccaccia, specie in forte declino per la quale esiste un piano di gestione nazionale in gran parte inattuato dalla Lombardia, è stato inoltre fissato un carniere massimo stagionale per ciascun cacciatore pari a 20 capi.

 

Regione Lombardia aveva autorizzato la caccia in aperto contrasto con il parere obbligatorio dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che invece riteneva maggiormente idonea un’apertura generale della caccia programmata a tutte le specie ornitiche (e di piccola selvaggina) per il 1° ottobre 2022, onde “favorire un più completo sviluppo degli ultimi nati per diverse specie sottoposte a prelievo venatorio, di evitare il rischio di confusione con altre specie non cacciabili e di ridurre il disturbo generato dalla presenza di un numero elevato di cacciatori sul territorio in una fase ancora delicata del ciclo biologico per diverse specie non sottoposte a prelievo venatorio.

 

E’ inammissibile che la Regione Lombardia ogni anno forzi le regole a favore dei cacciatori e che reputi la fauna selvatica solo merce di scambio elettorale. Oltre a continuare ad interloquire solo con la frangia più estremista del mondo venatorio, ad emanare norme chiaramente illegittime con sperpero di denaro pubblico, era preciso dovere della Regione Lombardia applicare ogni misura necessaria a tutelare la fauna, tutela che ha sempre la priorità rispetto ad altre attività “ludiche”, in particolar modo quella che uccide per puro divertimento animali stremati. Dallo scorso inverno perdura, soprattutto in Lombardia, una situazione di siccità e caldo torrido che rende altamente vulnerabile la fauna selvatica rispetto ad ulteriori diverse pressioni. La situazione è ancora peggiore per la tipica fauna alpina e  gli uccelli migratori che troveranno in molte delle tradizionali aree di sosta e alimentazione situazioni altamente mutate e critiche con un calo drastico degli habitat e delle risorse trofiche a disposizione.

 

La LAC è patrocinata nella causa dallo studio legale Linzola di Milano, che ringraziamo per il suo instancabile lavoro. L’udienza di merito della causa è stata fissata alla data del prossimo 29 novembre.

 

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