Gioco, tavola rotonda tra ADM e Lombardia: occupazione e sicurezza i temi caldi

È dello scorso 13 settembre l’incontro ufficiale tra Marcello Minenna, direttore di ADM, e il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Un appuntamento messo in calendario da diverso tempo, con l’obiettivo di discutere le ultime norme varate in materia di giochi e soprattutto di fare il punto della situazione.

Al centro dei colloqui hanno visto protagonista un po’ in tutto lo stivale italiano il referente dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato c’erano questioni di vitale importanza come la sicurezza del settore gambling, così come il consolidamento della presenza territoriale dell’Agenzia nella regione ma anche un’attenta analisi occupazionale ed economica legata al gioco d’azzardo pubblico e legale.

E una questione importantissima, complessa e controversa, è quella relativa ai PVR, acronimo che sta per Punti Vendita Ricariche. Un segmento di grande rilevanza e solo di recente al centro delle cronache, basti pensare che il 70% dei conti di gioco vengono attivati proprio in questa sede e che il 30% delle ricariche effettuate vengono eseguite in questo canale. Il ruolo dei Punti Vendita Ricariche, insomma, si gioca nella partita del multicanale, ovvero il tentativo messo in campo dalle aziende di gambling di diversificare l’offerta, mettendo sullo stesso piano tanto la componente digitale e legata alla rete quanto quella terrestre e tradizionale. Il tutto in particolar modo per salvaguardare i tanti lavoratori che trovano occupazione nel segmento fisico.

L’importanza dei Punti Vendita Ricariche, inoltre, è stata messa bene in evidenza anche dall’attuale Sottosegretario al Ministero dell’Economia e della Finanza Federico Freni, che ha parlato di questi luoghi come presidi di legalità: “Le operazioni effettuate tramite i PVR sono operazioni tracciabili e fonte di presidio e informazione per la platea di giocatori”. A mancare, come spesso accade, è però una regolamentazione chiara e rigorosa, che vada a definire cosa si possa fare e cosa no in questo comparto. “Ritengo prioritario un primo e fondamentale intervento – spiega ancora il Sottosegretario – volto all’introduzione di tecniche mirate a garantirne l’identificazione e ad assicurarne il collegamento con i conti di gioco di cui hanno favorito l’apertura”.

Un dibattito che adesso deve essere per forza di cose messo in stand by. Bisogna infatti aspettare la formazione di un nuovo Governo per capire quale sarà il futuro del gambling. E capire anche che fine farà la Legge Delega proposta proprio dal Sottosegretario Freni.

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