Prospettiva Intergenerazionale, il ruolo delle banche di comunità nella sfida demografica
Nonostante le sfide legate al post pandemia e gli effetti nocivi del conflitto russo ucraino per l’economia del nostro Paese, i primi sei mesi del 2022 hanno mostrato segni positivi per le 27 BCC lombarde, che contano 202 mila soci, oltre 1 milione di clienti, 5.500 dipendenti, 746 sportelli*. In Lombardia le banche di Credito Cooperativo sono presenti in 529 comuni, in 137 dei quali operano come unico istituto bancario.
Occasione per comunicare i principali risultati raggiunti dal credito cooperativo lombardo nel primo semestre di quest’anno è stato il Convegno di Studi della Federazione Lombarda delle BCC dal titolo “PROSPETTIVA INTERGENERAZIONALE – Il ruolo delle banche di comunità nella sfida demografica”, in corso oggi a Roma all’Hotel Crowne Plaza Rome – St. Peter’s. Al centro dell’evento una riflessione su impatti, rischi ma anche opportunità del fenomeno del cosiddetto “degiovanimento” che caratterizza le società occidentali, con un approfondimento sulle ricadute che ciò determina sia in ambito bancario che sociale e sul ruolo giocato dal Credito Cooperativo.
I risultati delle BCC lombarde**
Buoni i risultati che emergono dall’analisi delle masse intermediate: 35,2 miliardi di depositi, per una crescita annua pari a +6,1% (superiore all’incremento medio, del 2,3%, registrato dall’industria bancaria regionale), cui si aggiungono oltre 8,6 miliardi di euro di raccolta indiretta; 25,2 miliardi di euro di impeghi lordi a favore di imprese e famiglie (+2,4% su base d’anno contro il +2,3% dell’industria bancaria); 24,5 miliardi di impieghi vivi con un aumento di +4,4% su base d’anno (contro il +3,2% dell’industria bancaria).
Riguardo ai settori di destinazione del credito: a giugno 2022 gli impieghi lordi erogati alle famiglie consumatrici lombarde superano gli 8,8 miliardi di euro e presentano un incremento su base d’anno più significativo di quello del sistema bancario complessivo (+6,6% annuo contro +4,6%); oltre 15,3 miliardi di euro sono stati destinati invece al settore produttivo (microimprese e imprese) del territorio lombardo. In particolare, il 17,9% dei finanziamenti è andato all’agricoltura, l’11,7% ad attività di ristorazione e ricezione, il 10,5% al settore costruzioni, l’8,3% ad attività immobiliari e il 7,8% al commercio all’ingrosso e al dettaglio. In relazione alle forme tecniche del credito, a giugno 2022, i mutui lordi erogati da BCC ammontano a più di 20,3 miliardi di euro. Al netto delle sofferenze la variazione è pari a +3% a fronte del +2,5% rilevato per l’industria bancaria complessiva.
Nella prima parte del 2022, inoltre, è migliorata la qualità del credito, con la prosecuzione del processo di riduzione delle esposizioni deteriorate e di aumento dei tassi di copertura: in diminuzione le sofferenze (-42,3% rispetto all’anno precedente, contro il -41,8% dell’industria bancaria).
I risultati delle BCC in provincia di Brescia** Bene anche i risultati delle BCC presenti nella provincia di Brescia, che registrano nel primo semestre dell’anno 6,3 miliardi di euro di impieghi (+3,1%, contro il -4% dell’industria bancaria) e una raccolta diretta di 9,4 miliardi (+4,9%, rispetto al 3% dell’industria bancaria). In diminuzione le sofferenze del 44,8% rispetto all’anno precedente (contro al -40% dell’industria bancaria).
«Le BCC lombarde continuano a fare la propria parte a sostegno di famiglie e imprese e i buoni risultati registrati anche nel primo semestre di quest’anno, nonostante la complessità del quadro economico, ci confermano che le comunità locali riconoscono il valore del nostro modo differente di fare banca», ha commentato Alessandro Azzi,
Presidente della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo. «Valore riconosciuto anche a livello politico ed istituzionale. È di questi giorni, infatti, la notizia dell’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio della Regione Lombardia, sottoscritta dai componenti dell’Ufficio di Presidenza, di una mozione volta a sollecitare l’intervento di Conferenza delle Regioni e Comitato Europeo delle Regioni nei confronti del Parlamento Europeo perché si attivi a sostegno del sistema del credito cooperativo italiano; l’obiettivo è riconoscere forme di proporzionalità che sostengano adeguatamente la natura mutualistica delle banche di credito cooperativo e valorizzando le peculiarità delle banche di comunità».
Temi e voci del Convegno Studi 2022
In continuità con i temi trattati nell’edizione 2021 (il fenomeno della desertificazione dei servizi territoriali rispetto ai bisogni delle comunità locali, dalla sanità alla realtà
bancaria), la convention della Federazione delle BCC lombarde in corso oggi a Roma, dal titolo “PROSPETTIVA INTERGENERAZIONALE – Il ruolo delle banche di comunità nella sfida demografica”, ha preso l’avvio da un altro tema connesso alla decrescita del territorio, quello del “degiovanimento” della popolazione italiana. Il nostro Paese vive, infatti, uno squilibrio profondo nei rapporti tra le generazioni. Rispetto ai coetanei europei, i giovani italiani contano meno non solo dal punto di vista demografico, ma anche da quello sociale, economico e politico. Nel suo intervento Alessandro Rosina, docente di Demografia e Statistica sociale – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha illustrato quali saranno, tra presente e prospettive future, gli effetti e gli impatti di tale fenomenologia sul nostro sistema socio-economico.
Alla luce di quanto rappresentato sulla nuova stratificazione sociale, dovuta alla “desertificazione sociodemografica”, e sui relativi effetti in termini di sostenibilità per il welfare territoriale, gli interventi di Valerio Corradi, docente Sociologia del territorio – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Giuseppe Milanese, Presidente
OSA e Confcooperative-Sanità, si sono concentrati sull’importanza di vicinanza e prossimità a contrasto del processo di desertificazione dei servizi sanitari nei territori. Nel suo video messaggio Giovanni Pavesi, Direttore Generale Welfare di Regione Lombardia, si è soffermato su sensibilità comuni e spazi di sinergia con la cooperazione di credito, dando aggiornamento sui progetti di collaborazione in atto tra Federazione Lombarda BCC con Regione Lombardia.
Ulteriore snodo tematico, l’aggiornamento del Direttore Generale di Federcasse, Sergio Gatti, sull’impegno per un’evoluzione della normativa bancaria europea e l’azione mirata del Credito Coooperativo. Lo scorso 11 luglio sono infatti scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti alla bozza di relazione del Parlamento europeo
dell’on. Jonas Fernandez, in vista del trilogo con il Consiglio e la Commissione per il recepimento di Basilea 3+ nell’ordinamento europeo; ma anche per integrare le regole della finanza sostenibile nel quadro prudenziale dell’Unione. Al fine di conseguire una proporzionalità strutturale delle norme UE e ridurre i pesanti oneri economici e di reporting che gravano sulle BCC, Federcasse ha sostenuto alcuni emendamenti alla bozza di relazione per il Parlamento redatta come detto dall’on. Fernandez. L’azione di Federcasse è stata condotta coinvolgendo molteplici attori istituzionali nazionali ed europei. Accanto all’impegno a Roma e Bruxelles, anche l’azione coordinata intrapresa
a livello territoriale da diverse Federazioni Locali di BCC presso le Giunte o Consigli Regionali e delle Province Autonome, promotrici di iniziative dirette a ottenere una revisione puntuale del quadro regolamentare bancario europeo nella direzione auspicata dal Credito Cooperativo. Si colloca in tale contesto la mozione recentemente
approvata dal Consiglio Regionale della Lombardia a favore del Credito Cooperativo e la missione a Bruxelles, organizzata e guidata nel maggio scorso da Federazione Lombarda in collaborazione con Federcasse, di una delegazione di oltre sessanta esponenti delle BCC (presidenti, direttori e rappresentanti dei Giovani Soci) caratterizzata da incontri di lavoro presso il Parlamento Europeo e con la Rappresentanza Permanente dell’Italia presso la UE, la Commissione, il CESE e la Delegazione della Regione Lombardia presso l’Unione. Tra gli impegni europei anche il contributo originale alla elaborazione della tassonomia per le attività socialmente sostenibili (social taxonomy): Federcasse – che guida l’apposito gruppo di lavoro dell’Associazione Europea delle Banche di Credito Cooperativo (EACB) – ha proposto specifici criteri coerenti con le finalità normative e le peculiarità mutualistiche delle BCC e di molte banche cooperative europee.
A seguire, l’intervento di Maurizio Gardini, Presidente Confcooperative, e di alcuni esponenti del mondo accademico e della ricerca a sostegno dei tratti distintivi del Credito Cooperativo. Da una parte, l’analisi di Marco Onado e Brunella Bruno, rispettivamente economista e ricercatrice in Sistemi finanziari comparati dell’Universi tà Bocconi, su efficienza e redditività delle BCC; dall’altra, la presentazione di Elena Beccalli, Preside Facoltà Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative e Direttore del nuovo Centro di Ricerca sul Credito Cooperativo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Andrea Viola, ricercatore in Economia degli Intermediari finanziari presso il medesimo Ateneo, sui risultati dell’analisi condotta sul valore della prossimità come bene strategico per il settore bancario, grazie al modello di “relationship banking” proprio delle Banche di Comunità, e sulle nuove sfide della “prossimità a distanza” grazie agli strumenti del digitale.
Il convegno si è concluso con una tavola rotonda dallo sguardo “intergenerazionale”, in cui una rappresentanza della Rete regionale dei Gruppi Giovani Soci delle BCC lombarde ha dialogato con i vertici associativi e dei Gruppi Bancari Cooperativi. Tra i partecipanti: Augusto dell’Erba, Presidente di Federcasse; Giuseppe Maino, Presidente Gruppo BCC ICCREA; Carlo Antiga, Vice Presidente Vicario Cassa Centrale Banca.
«Sta acquisendo progressiva evidenza presso l’opinione pubblica il peso della variabile demografica per l’equilibrio prospettico complessivo del sistema economico e sociale del nostro Paese», ha spiegato Alessandro Azzi, Presidente della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo. «Le BCC, come agenti di sviluppo del territorio, sono pienamente coinvolte in questa partita, da giocare promuovendo azioni, prodotti e servizi – bancari ed extrabancari – a favore di giovani e famiglie e supportando le imprese anche perché creino sempre più occupazione a favore delle nuove generazioni. Da sempre, inoltre, per proporre risposte concrete alle esigenze complessive delle persone e delle comunità, le BCC non fanno solo banca: di recente hanno ad esempio introdotto una propria rete di Mutue di Comunità a sostegno del terzo settore e del welfare territoriale.
Ma il tema del “ponte generazionale” – per citare l’immagine che abbiamo voluto utilizzare per sintetizzare il significato del convegno – rappresenta plasticamente anche l’insieme delle azioni da mettere in pista per contrastare il graduale invecchiamento delle compagini sociali del Credito Cooperativo», ha proseguito Azzi. «Da una ricerca
recentemente svolta in Lombardia sappiamo che i nostri Giovani Soci confermano di riconoscersi nel modello comunitario della BCC, ma chiedono soprattutto di diventare partner della stessa, domandando sostegno al proprio percorso di crescita e sviluppo, personale professionale. Per questo Federazione Lombarda sta sviluppando diverse
iniziative per coinvolgere le nuove generazioni, aperte a tutti i giovani che hanno a cuore le opportunità di sviluppo del territorio e che potranno diventare i nuovi protagonisti, cooperatori e manager delle BCC di domani»
