“Riannodare i fili della vita: tutela e prospettive di futuro per bambini e ragazzi maltrattati dagli adulti”
“Riannodare i fili della vita” è uno dei 18 progetti selezionati da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il progetto si focalizza sulla protezione e la cura dei minori vittime di maltrattamento e sulla prevenzione e sul contrasto di ogni forma di violenza verso bambini e adolescenti.
Il progetto, di cui la Cooperativa Sociale Elefanti Volanti è capofila, è di ambito regionale e coinvolge le 4 province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova, con un piano di lavoro di 3 anni che impegna più di 50 Partner tra Fondazioni, Comuni, Aziende speciali consortili, Cooperative sociali, Centri antiviolenza, Consultori Familiari, Case rifugio, Comunità di accoglienza, Associazioni, Enti formativi, Università Cattolica – Facoltà di Psicologia, Ufficio scolastico provinciale Brescia.
Le sfide del progetto
1. FARE SISTEMA
Realizzare un modello condiviso da tutti i soggetti che prendono in carico minori vittime di violenza, diretta o assistita, per costruire un continuum integrato di intervento tra i diversi servizi ed Enti coinvolti, integrando politiche pubbliche e private.
2. RACCOGLIERE DATI
Sperimentare un sistema integrato, incrociando i dati disponibili per:
– dare risposte più adeguate sia al bisogno conosciuto sia a quello sommerso e sottostimato;
– programmare interventi e politiche territoriali, dal primo aggancio alla conclusione dei percorsi
(educativi, protettivi, terapeutici).
3. CONDIVIDERE PROCEDURE
Stabilire standard comuni per:
– le diverse fasi di intervento: accoglienza, osservazione e valutazione, presa in carico (psicosociale, terapeutica, di mediazione familiare, di sostegno), cura del trauma, accompagnamento alla ricostruzione di nuovi legami familiari;
– i tre livelli di coinvolgimento (vittima, autore, relazione);
– lo scambio e la “contaminazione” tra le culture dei diversi servizi.
4. FORMARE
Aumentare le competenze, specializzare gli operatori congiunti dei diversi Enti e realtà dei territori coinvolti, e prevenirne il burnout, attraverso una formazione multidisciplinare svolta da un’equipe di formatori esperti sui temi del maltrattamento, delle alte conflittualità genitoriali/guerre familiari, sulla relazione di attaccamento madre-bambino e sui “giochi familiari”.
5. SENSIBILIZZARE
Promuovere la circolazione delle buone prassi, della cultura della non violenza e della prevenzione degli abusi e del maltrattamento, attraverso convegni e conferenze realizzate ad hoc, con relatori esperti della tematica.
Le azioni di progetto
1. POLICY PER LA TUTELA DEI MINORI DAI RISCHI DI ABUSO E MALTRATTAMENTO
Analizzare e confrontare i dati per costruire una procedura delle fasi dell’intervento di salvaguardia dei minori, dalla prevenzione alla segnalazione e definizione dei percorsi di protezione e cura, con il supporto della Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia
2. ALTA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI
Coordinare i piani formativi professionalizzanti e gli interventi laboratoriali rivolti a operatori prestando attenzione al rischio del burnout.
3. GOVERNANCE
Coordinare i referenti di ogni provincia, individuando una figura per territorio per portare a livello macro i bisogni locali – emergenti dai tavoli locali, veri e propri cantieri di lavoro – e riportare ai micro apprendimenti generati da un confronto trasversale, attraverso diversi incontri.
4. SUPPORTO EDUCATIVO
Supportare il minore nel suo percorso di crescita e rielaborazione del trauma, accordandosi con le figure appartenenti agli altri servizi attivi:
– gruppi di parola per adolescenti;
– accompagnamento educativo individuale – in piccolo gruppo in contesti di socializzazione destrutturati come laboratori o attività sportive;
– supporto individuale scolastico;
– educative domiciliari.
5. PRESA IN CARICO PSICOLOGICA E PSICOTERAPEUTICA
Interventi di presa in carico del minore e/o dei suoi familiari, con un approccio multi-disciplinare e integrandosi con la rete dei servizi che si occupano del maltrattamento di minori nelle diverse forme:
– sostegno genitoriale per le famiglie segnalate, garantendo l’intervento prima, durante e dopo gli eventi critici
– psicoterapia per minori e familiari per la cura dei legami familiari;
– interventi di gruppo, sia terapeutici che psico-educativi
– mediazione familiare per le coppie genitoriali
6. PREVENZIONE E SENSIBILIZZAZIONE
Percorsi specifici per ogni territorio, valorizzando le reti consolidate e le progettazioni di comunità:
– minori: laboratori diversificati secondo le diverse fasce d’età, in collaborazione con gli istituti scolastici, CAG, spazi socializzanti, punti di comunità, coinvolgimento in un circuito dei locali frequentati dai giovani;
– adulti e comunità educante: conferenze, tavoli di confronto, promozione dell’affido, anche attraverso internet, per incrementare le competenze degli adulti sulla gestione delle emozioni nella relazione con i figli/minori e azioni che coinvolgono tutta la comunità educante;
– insegnanti: formazione multi-disciplinare per la rilevazione precoce del maltrattamento, su temi specifici, più consulenza, supporto, affiancamento e coprogettazione nello sviluppo di iniziative autonome all’interno delle classi;
– figure sentinella e operatori: formazione multidisciplinare rivolta agli operatori e coinvolgimento delle figure sentinella(coach di società sportive, gestori di locali) per la rilevazione e la segnalazione precoce del maltrattamento.
7. VALUTAZIONE D’IMPATTO
L’azione di valutazione di impatto viene esercitata da un Ente terzo, selezionato da Impresa Sociale Con i Bambini: Istituto Italiano di Valutazione. Si tratta di un’attività di ricerca sociale, uno strumento partecipato per passare da una visione soggettiva del singolo ente partner ad una visione d’insieme, basata sulla condivisione dell’analisi delle attività e degli effetti che consentirà di arrivare alla valutazione di impatto delle azioni progettuali.
L’ente valutatore di impatto, in interfaccia con il “Gruppo di Governance del Progetto”, conta su un gruppo multidisciplinare di supporto, interprete delle specificità delle quattro Province Lombarde interessate dal Progetto.
