Il rinvio stop auto segna una vittoria importante delle ragioni della Lega
Lo stop odierno della Presidenza UE al regolamento sulle emissioni di auto e furgoni segna una vittoria importante degli interessi nazionali e del buonsenso, contro l’ennesima decisione frettolosa, iniqua e poco lungimirante di Bruxelles.
All’indomani del voto favorevole del Parlamento europeo alla cessazione della vendita di auto a benzina e diesel a partire dal 2035, la Lega aveva denunciato pubblicamente tutte le criticità, strategiche, industriali e relative ai consumi, causate dal provvedimento.
– Sul piano strategico, la decisione di Bruxelles offre un ‘gol a porta vuota’ ai competitors asiatici. Come ha ricordato l’Onorevole Danilo Oscar LANCINI commentando la decisione: “passiamo dalla dipendenza dal gas russo alla sudditanza verso la Cina”.
La decarbonizzazione del settore dei trasporti non può non tenere conto delle peculiarità nazionali e del principio di neutralità tecnologica. Senza dimenticare che il passaggio ai nuovi materiali non garantisce affatto né un minore consumo energetico né un impatto ambientale di minore spessore.
– Sul piano industriale, lo stop imposto da Bruxelles colpisce masochisticamente uno dei settori trainanti dell’economia europea, già in gravi difficoltà a causa dell’aumento indiscriminato dei costi delle materie prime e della manodopera specializzata. È un provvedimento che non solo disconosce gli importanti sforzi fatti dal settore proprio in direzione della decarbonizzazione (come dimostrano gli investimenti sul versante dell’elettrificazione); ma soprattutto danneggia i lavoratori del settore automotive – che diventano così l’ennesima vittima inconsapevole di inevitabili riorganizzazioni aziendali imposte dall’alto. Solamente in Italia, il settore automotive rappresenta il 20% del Pil nazionale e dà lavoro a più di 250.000 persone.
– Infine, sul piano dei consumi, il provvedimento penalizza soprattutto le fasce di consumo più deboli, costringendo le famiglie a spese impreviste per far fronte alle nuove norme, senza avere alcuna certezza circa la qualità e sostenibilità del prodotto acquistato. Lo stato attuale della densità energetica delle batterie ne rende il ciclo vitale inadeguato ad affrontare lunghi spostamenti.
Il segnale positivo di oggi segna dunque una vittoria strategica importante delle ragioni italiane e del buonsenso. Adesso però occorre mantenere alta la guardia. Le prossime settimane saranno decisive per comporre nuove alleanze strategiche in Consiglio, rafforzare le sinergie con la Germania, e imporre finalmente un cambio di rotta decisivo e duraturo alla scelta europea.
