Venerdì 22 settembre a Palazzo Avogadro l’inaugurazione della mostra “Arte in Valle Trompia oggi”
Venerdì 22 settembre alle ore 18,00 a Palazzo Avogadro viene inaugurata “Arte in Valle Trompia oggi”, mostra d’arte contemporanea collettiva di 16 artisti valtrumplini per nascita od elezione, realizzata con il patrocinio ed il contributo del Comune di Sarezzo e della Comunità Montana di Valle Trompia.
Saranno esposte opere di: Giovanni Alberti, Tiziano Calcari, Franco Cotelli, William Fantini, Fausto Gilberti, Mario Gilberti, Giovanni Lamberti, Gian Mario Mazzoli, Matteo Mazzoli, Lamberto Melina, Oliva Moroni, Michela Pedretti, Angelo Rossini, Luigi Salvetti, William Vezzoli.
La mostra resta aperta fino al 1° ottobre con i seguenti orari: lunedì chiuso; dal martedì al venerdì dalle ore 15,30 alle 19,00; sabato e domenica dalle ore 10,00 alle 12,00 e dalle 15,30 alle 19,00.
Nella critica alla mostra, a cura di Alberto Zaina, si legge: “È praticamente impossibile fare una sintesi di una collettiva che non ha tema, ma che vuole gettare uno sprazzo di luce sull’attività di alcuni degli artisti valtrumplini, di nascita o di “elezione”, di cui si presentano alcune opere significative dell’attività di ogni artista.
Lo scopo è di offrire un contributo per una maggiore conoscenza della cosiddetta “arte locale”, legata sì ad una dimensione territoriale, ma che dimostra la volontà e la capacità degli artisti di collegarsi al più vasto discorso della storia artistica non solo dell’intero territorio bresciano, ma di inserirsi in un discorso assai più vasto, che oltrepassa gli stretti confini provinciali e anche, talvolta, nazionali. È un contributo che si inserisce nella vasta “movimentazione” operata per le iniziative culturali di “BresciaBergamo capitale della cultura 2023” dove, la Valle più legata per motivi geografici e storici al capoluogo, dimostra ancor oggi di saper dare il contributo degli artisti non solo con il lascito “storico” dell’arte dei secoli passati, ma anche con gli “aggiornamenti”sulle novità dell’arte contemporanea.
Gli artisti, che poco più o poco meno, operano da mezzo secolo e al di là delle differenti vie espressive, rivelano una quasi totale adesione ad una visione artistica che, oltre a sentire gli umori del “contemporaneo”, si affida alla fedeltà dei valori pittorici che potremmo chiamare “autoctoni”, come una “reiterata” fedeltà alla “figurazione” che si esprime con la forza del disegno, che trova forse nella tradizione incisoria degli abilissimi artigiani decoratori dell’industria armiera i lontani precedenti. Ne viene che il dilagare negli anni degli insegnamenti e del fare artistico in provincia dei fratelli Mozzoni, Giuseppe e Tita lunga alla ricerca di “matasse” e improntati ad una forma di classicismo e di forti riflessi neoimpressionisti che largamente operano in Valtrompia, vengono superati negli artisti della Valle da un sempre realismo e dalla decisiva presenza del segno.
