Scintille d’Arte 2019 due mostre di giovani artiste di livello internazionale
Anche la terza edizione della rassegna “Scintille d’arte” è organizzata in collaborazione con la Fondazione Leonesia di Puegnago sul Garda. Gli splendidi spazi della Fondazione accoglieranno anche in questo 2019 due mostre di giovani artiste affermatesi in anni recenti in alcuni dei principali premi a livello territoriale e nazionale. Oltre a mettere in dialogo artisti talentuosi con un luogo di grande suggestione, l’iniziativa intende quindi porre in evidenza l’importanza dei premi nelle dinamiche dell’arte di oggi e – attraverso di essi – restituire alla critica il ruolo autentico di discrimine entro un panorama artistico quanto mai complesso e articolato.
I due nomi scelti per questa edizione si collocano sicuramente in zone diverse di tale panorama, tante sono le differenze di poetica che le separano. Tuttavia, l’intenzione dei curatori è quella di mostrare un fondamentale tratto comune, ovvero la rispettiva attenzione verso pratiche che mettano in discussione la natura e le convenzioni dei media artistici tradizionali. Assai presenti in prestigiose situazioni espositive a livello nazionale, le due artiste hanno infatti saputo innescare interrogativi assai fertili su cosa significhi al giorno d’oggi lavorare su questi mezzi espressivi: se infatti l’autorevolezza e il prestigio di forme visuali come la pittura e la scultura sono oramai del tutto svanite, è necessario che chi si approccia all’arte secondo queste categorie sia in grado di reinventarle, dimostrandone le capacità di aggiornamento e ridimensionamento rispetto alla sfera sempre più ampia del visivo.
Alice Padovani mette efficacemente in crisi la prassi scultorea e installativa, attraverso lavori che mettono in scena elementi organici e naturali riletti attraverso lo sguardo catalogatore e ossessivo del collezionista. L’esito è una sorta di archivio della natura entro il quale la decontestualizzazione dell’organismo rispetto al suo habitat si traduce in un allestimento legato alla geometria, all’estetizzazione dell’istinto classificatore e a una vena apparentemente decorativa che è in realtà una decostruzione critica del concetto stesso di decorazione, del rapporto tra superficie e profondità, tra immagine e suo prototipo naturale.
Silvia Inselvini, d’altro canto, sta compiendo questo percorso di critica e rilettura relativamente a pittura e disegno, che oltre ad essere messi in discussione sul piano tradizionale dell’immagine, vengono stimolati a ripensare il proprio rapporto con lo spazio, assumendo una dimensione installativa. Al tempo stesso, le sue installazioni indagano la possibile natura di segno nello spazio, la loro dimensione, per molti versi, “grafica”. I suoi apparenti monocromi neri, ad esempio, eccedono la pura presa di posizione iconoclasta rivelandosi come l’esito di un paziente e capillare lavoro di produzione di segno, che porta l’osservatore ad oscillare tra il tutto e il dettaglio.
Proprio per l’esito tridimensionale e fortemente incarnato delle rispettive ricerche, entrambe le artiste potranno porsi in un dialogo efficace con spazi come quelli della Fondazione, in cui la forte caratterizzazione tanto dell’architettura quanto delle presenze naturali ben si presta a lavori così maturamente consapevoli della propria presenza nel contesto espositivo.
ALICE PADOVANI
LA COLLEZIONISTA DI EMOZIONI
Inaugurazione:
Domenica 8 settembre 2019 ore 17.00
Date e orari:
15/21/22/28/29 settembre
5/6 ottobre
15.30 – 19.30
Sede:
Fondazione Vittorio Leonesio
Via Palazzi 15
Puegnago del Garda – Frazione Mura
Ingresso libero
Info:
facebook: leonesiarte
Instagram: fondazionevittorioleonesio
