Spedali Civili di Brescia, Rolfi: da Sberna parole infamanti. A nessuno è stato tolto l’ossigeno

“Ho profondo rispetto per ciò che ha passato l’on. Sberna, ma questo non giustifica le sue dichiarazioni infamanti contro gli Spedali Civili di Brescia. Ha pronunciato parole offensive nei confronti di medici, infermieri, tecnici di laboratorio e operatori socio-sanitari del Civile che con enorme impegno e abnegazione hanno salvato in questi mesi migliaia di vite, compresa quella di Sberna. Dire che il Civile è peggio degli ospedali del Burundi significa denigrare una intera comunità. Se a Sberna mancano gli ospedali africani, che peraltro i bresciani hanno costruito, nessuno gli impedisce di farsi curare là”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo Fabio Rolfi rispondendo all’intervista rilasciata nei giorni scorsi da Mario Sberna.

“Dall’ex deputato ed ex consigliere comunale del centro sinistra abbiamo letto falsità che infangano un ospedale riconosciuto come eccellenza mondiale e orgoglio di una intera città. Non è vero che c’è un unico bagno per decine persone perché sin da subito nei pressi della tensostruttura sono stati collocati diversi bagni chimici a disposizione di utenti e familiari. Non è vero che è stata assegnata a Sberna una bombola d’ossigeno tolta a un’altra persona. Il Civile di Brescia ha dato respiratori e ossigeno a tutti coloro che ne avevano bisogno anche nel periodo più acuto dell’emergenza sanitaria. C’erano tutte le bombole d’ossigeno necessarie nella tensostruttura utilizzata per il triage” aggiunge Rolfi.

“Le parole di Sberna meritano un approfondimento legale per la tutela dell’immagine della struttura sanitaria. Purtroppo assistiamo all’ennesima mossa politica del centrosinistra bresciano volta a screditare l’operato della sanità lombarda. Una strategia che sta danneggiando il nome di Brescia in Italia e nel mondo. A chi giova tutto ciò?” conclude l’assessore.

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