Gioco pubblico in crisi: cosa intende fare il governo?
Il gioco pubblico è indubbiamente un settore controverso, discusso in termini economici e clinici, ma rappresenta una realtà importante e una risorsa economica di alto respiro nelle casse Statali. Il lockdown, in questo senso, non ha aiutato i professionisti del settore e le grida di aiuto sono rimaste finora inascoltate. Quello del gioco pubblico è un settore che lotta contro pregiudizi e una spietata concorrenza illegale. Il lockdown, oltre ad aver gravato economicamente sull’intera filiera del gioco, ha però fatto luce su un problema prioritario: quello di effettuare riforme concrete per stravolgere e ottimizzare la passione di milioni di italiani. C’è innanzitutto da combattere la concorrenza di un gioco d’azzardo illegale spesso impunito.
Secondo le recenti stime dell’antimafia, e quanto sostiene il procuratore capo Federico Cafiero de Raho la criminalità organizzata allestisce un giro da 20 miliardi di euro soltanto con il gambling illegale. Occorre – secondo gli allarmi – regolamentare al meglio il gioco legale e combattere quello abusivo, anche perché le stime sui danni alla salute sono meno preoccupanti di quelli rilevati per alcool e tabacco. Le richieste avanzata dagli imprenditori del settore sono rimaste a lungo inascoltate, ma qualcosa potrebbe cambiare nei prossimi tempi. Per superare gli effetti devastanti della pandemia, sottolinea l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ci vorranno circa 6-9 mesi. La fortuna, se così si può chiamare, è l’espansione del gioco online, che tiene in vita l’intera filiera dal lockdown ad oggi. Sul fronte delle riforme, è vero che nel meeting degli Stati Generali sull’economia il gioco pubblico non ha giocato alcun ruolo, ma novità si intravedono all’orizzonte. I primi segnali incoraggianti arrivano dall’Atto d’indirizzo firmato da Roberto Gualtieri.
Nel programma, ritenuto prioritario dal Ministero dell’Economia e della Finanza, c’è spazio anche per il gioco d’azzardo. I programmi si riferiscono al prossimo triennio e riguardano tutta una serie di obiettivi da attuare tramite il Piano nazionale di Riforme. Mentre c’è attesa per capire se nei 209 miliardi del Recovery Fund sono presenti manovre per il settore del gioco pubblico. Come funzionerà? Saranno i ministri rappresentativi ad avere un ruolo primario nella decisione della gestione dei 209 miliardi, con un ruolo prioritario a Giuseppe Conte. Dovrebbe differenziarsi dalle modalità delle varie task force sul Coronavirus. Nelle decisioni verranno coinvolti i ministeri dell’Economia, delle Infrastrutture, dello Sviluppo Economico.
“Bisognerà decidere come investire i 209 miliardi e dal mondo del gioco sperano che buona attenzione venga data alla filiera. Le richieste dell’intero settore sono rimaste inascoltate dalle varie task force e ogni programma pensato dal governo accantonato in brevissimo tempo”, commenta il direttore di Gaming Insider Massimiliano Riverso. A redigere i progetti sarà un organismo tecnico, composto da esperti del settore esterni alla politica e comandati da una personalità scelta in comune accordo con il parlamento. Uno che, ci si auspica, abbia un occhio anche per i bisogni di un settore in profonda crisi ma che rappresenta ancora una risorsa fondamentale per lo Stato.
