A Ghedi dei cacciatori volontari recuperano i rifiuti abbandonati

A Ghedi alcuni cacciatori si sono resi protagonisti di un bel gesto dedicato alla cura del proprio territorio ripulendolo volontariamente dai rifiuti che erano stati abbandonati in modo scorretto da qualche “furbetto”. Un episodio che merita di essere segnalato e che pone alla base l’ormai consolidata collaborazione che è stata instaurata tra il mondo venatorio e gli assessorati all’ambiente e alla caccia della locale Amministrazione Comunale, oltre che con CBBO.

Il tutto ha come cornice strada Costa e per la precisione il punto dove la via, in località S. Giovanna, si affianca all’omonimo canale. Uno splendido angolo verde della campagna che circonda Ghedi e che ogni giorno è meta delle passeggiate di tante persone, che sfruttano la ridente cornice per svolgere una sana attività sportiva all’aria aperta o per girovagare con il proprio cane. Proprio mentre accompagnava nel consueto giro quotidiano il suo amico a quattro zampe un cacciatore, Luciano Dabellani, si è accorto della presenza ai bordi dei campi e nell’alveo del fosso di alcuni rifiuti abbandonati. Un’immagine già da sola assai preoccupante, resa ancora più sgradita dal fatto che alcuni di questi sacchi di rifiuti, scorrettamente smaltiti, erano stati gettati senza alcuno scrupolo all’interno del canale con il fondato rischio di disperdere il loro sgradito contenuto nell’acqua stessa. U

na scena che ha spinto Dabellani a lanciare prontamente un allarme che è stato subito recepito tanto che dopo la necessaria segnalazione in Comune tre cacciatori volontari si sono “armati” di impegno e volontà e sono tornati sulla strada Costa per ripulirla. Un’operazione che, oltre a Dabellani, ha visto protagonisti anche Martino Bonini, presidente della sezione di Ghedi della Ferazione Italiana della caccia, e Ivan Ziletti, guardia ecologica di Italcaccia e Italpesca che ha appunto stipulato una convenzione con il Comune di Ghedi a tutela del territorio. I tre seguaci di Diana si sono portati sul luogo del “misfatto” (un atto davvero sconsiderato visto che avrebbe potuto provocare danni ingenti alla zona coinvolta) ed hanno recuperato i sacchi che sono stati indebitamente abbandonati, immergendosi, nonostante il clima tutt’altro che favorevole del periodo, nelle acque dell’alveo S. Giovanna. Un pizzico di coraggio fuori stagione che è stato premiato in maniera adeguata dal tempestivo recupero del materiale che rischiava di disperdersi nel canale e proseguire così la sua triste corsa in direzione di Leno. In questo modo è stata scongiurata una vera e propria “ferita” ad una parte davvero splendida del territorio ghedese, che, oltre a tutto il verde circostante e alle acque del fosso, mostra nelle vicinanza anche la suggestiva cappelletta dedicata alla Madonna, alla quale guardano con passione e devozione tantissimi passanti (e non solo di Ghedi).

Il materiale recuperato in questo modo dai tre cacciatori volontari è stato poi affidato agli operatori di CBBO, che proseguiranno a tenere monitorata la zona anche nei prossimi giorni. Sul fronte dei cacciatori, al di là di un freddo bagno fuori stagione, la non trascurabile soddisfazione di avere ribadito una volta di più il saldo legame che unisce il mondo venatorio e l’ambiente. In un periodo nel quale, tanto per cambiare, la caccia ed i suoi appassionati sono nel mirino di attacchi del tutto inaccettabili, Dabellani, Bonini e Ziletti, in rappresentanza di tutti i seguaci di Diana della zona, hanno fatto vedere con i fatti che la passione per la caccia non solo non è in contrasto con la natura, ma che, al contrario, si tratta dell’unico sguardo di attenzione rivolto all’ambiente circostante. “In effetti – è stato il racconto dei tre volontari che anche dopo aver concluso la stagione venatoria lo scorso 31 gennaio sono rimasti in stretto contatto con la natura dedicandosi ad una concreta protezione dell’ambiente – bisognava intervenire in fretta. I sacchi gettati in acqua, in particolare, si stavano rompendo con la conseguenza che il loro contenuto era sul punto di riversarsi nel canale S. Giovanna e quindi di disperdersi pericolosamente nell’ambiente. Abbiamo recuperato i rifiuti e così siamo riusciti a prevenire le possibili conseguenze nefaste di un gesto che è davvero difficile da spiegare. Speriamo che la gente capisca che questo è un comportamento da non tenere e questo non solo per le possibili conseguenze qualora si venga scoperti, ma anche e soprattutto per quello che si fa alla natura, magari solo per superficialità, negligenza o altro ancora. Tutti noi dobbiamo avere cura e tutelare il nostro territorio”.

In base al contenuto dei sacchi di rifiuti che sono stati rinvenuti si sta cercando di verificare se è possibile risalire agli autori del gesto per poter accertare le responsabilità previste dalla legge.

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