Abusi su minori, il rischio ora è online
La pandemia da Covid-19 ha inevitabilmente cambiato molte nostre abitudini e determinati stili di vita. Questo è avvenuto soprattutto nei periodi di lockdown e dove le restrizioni erano totali o comunque maggiori. A farla da padrone è stato soprattutto il mondo dell’online, che è diventato il luogo delle nostre passioni e dei nostri hobby.
Vedere film, serie tv, leggere qualche libro, giocare e molto altro: insomma, si può tranquillamente dire e affermare che la rete, quando si è stati chiusi in casa, ha rappresentato una sorta di vera e propria ancora di salvezza e una forma di distrazione. Ma, come sempre accade con determinate questioni e situazioni, c’è sempre l’altra faccia della medaglia. Infatti l’emergenza Coronavirus ha portato certe problematiche della realtà a trasferirsi nella virtualità. Ed ecco che il pensiero non può non andare agli abusi sui minori.
Infatti, secondo quanto rivelato dal dossier Europol pubblicato da GamingInsider, in tempi di pandemia sono aumentati gli abusi online su chi ha meno di 18 anni. Si tratta di dati che non possono certo essere sottovalutati e presi sotto gamba, visto che a diffonderli è un’agenzia europea che aiuta gli stati membri a combattere gravi forme di criminalità internazionale e organizzata. Tutto è legato inevitabilmente al fatto che negli scorsi mesi il comparto dell’online, causa limitazione, ha avuto una fortissima ascesa e un boom non di poco conto. Ad avere un gande successo sono stati in primis casinò e videogiochi online. Il pericolo tra l’altro è stato confermato anche dalla Internet Watch Foundation. Insomma, una tematica davvero molto delicata e che richiede un intervento immediato e drastico. Ma quali sono state le prime mosse?
A intervenire è stata la Commissione Europea, che ha richiesto misure legislative settoriali. Ed ecco che il Parlamento Europeo ha approvato un regolamentoche ha il fine di contrastare gli abusi sessuali su minori che avvengono online e in rete. Un ruolo importante dovrebbero svolgerlo ifornitori di servizi di posta elettronica, chat e messaggistica online. Difatti il loro contributo diventerebbe fondamentale al fine di individuare, rimuovere e segnalare volontariamente i casi di abusi sessuali su minori, ma anche per promuovere l’utilizzo di tecnologie a scansione per contrastare i tentativi di abuso dei minori.
Ovviamente serve fare qualcosa in più e anche al più presto possibile. Va detto però che la legislazione, che deve essere precisa, dettagliata e che deve riguardare tutti i Paesi europei, non può non tenere conto dei diritti fondamentali, in particolare il diritto alla libertà di espressione, la protezione dei dati personali e il rispetto della vita privata. Ma una normativa chiara e senza spazi bui è necessaria per stare al passo con i tempi. Tempi che vedono i minori a passare molto ore su internet davanti uno schermo. Il rischio può essere davvero dietro l’angolo.
