Il marmo di Botticino alla Triennale di Milano

Il Consorzio Produttori Marmo Botticino Classico e il Comune di Botticino, da sempre impegnati nella promozione di iniziative volte ad approfondire e incoraggiare l’impiego del materiale lapideo da parte di architetti e progettisti di fama internazionale, presentano la partecipazione alla mostra “Ricostruzioni. Architettura, città e paesaggio nell’epoca delle distruzioni”, presso La Triennale di Milano, con l’installazione ArchiBottius dell’Arch. Vincenzo Latina, realizzata in Marmo Botticino Classico dal Consorzio in qualità di sponsor tecnico, grazie all’entusiasmo ed al rilevante sostegno del Comune di Botticino.

 

La mostra, aperta dal 30 novembre 2018 al 10 febbraio 2019, affronta un tema di grande attualità dell’architettura e dell’urbanistica, quello della ricostruzione, mettendo in luce sia le pratiche e le culture della ricostruzione in Italia – sollevando anche una lettura critica sulle azioni legate anche al post-catastrofe – sia alcuni casi internazionali, al fine di sviluppare una riflessione sulle prospettive future che coinvolgono l’azione dei governi e la cultura degli architetti.

Nello stesso contesto, si colloca anche l’installazione Ricostruzione a Km 0 che affronta il tema del ricostruire in rapporto con le identità architettoniche e i materiali locali. Le installazioni previste in questa sezione declinano due materiali: la pietra e il mattone, storicamente legati, nel nostro Paese, a culture architettoniche tradizionali. Vincenzo Latina e Javier Corvalan sono stati invitati ad interpretare, appositamente per la mostra, il tema dell’uso di materiali locali nella ricostruzione post-catastrofe.

L’installazione ArchiBottius, progettata dall’Arch. Vincenzo Latina e realizzata dal Consorzio, grazie al sostegno del Comune di Botticino, cerca di riassumere simbolicamente, anche attraverso l’utilizzo di un pregiato materiale da costruzione e di rivestimento, il Marmo Botticino Classico, la sintesi di alcune millenarie vicende che hanno in parte caratterizzato l’architettura antica, moderna e contemporanea. In alcuni casi tali architetture, dal V secolo a.C. in poi, sono diventate fondanti nella costruzione della città antica, così com’è avvenuto per l’antica romana Brixia. La contemporanea Brescia è la risultante di millenari eventi che hanno visto nel corso dei secoli continue e costanti ricostruzioni avvenute a causa di guerre, calamità e di straordinarie e fiorenti rinascite.

Tali opere, di costruzione e ricostruzione, si evincono sia in alcuni edifici di Brescia, tra tutti il Capitolium, sia in altre città, non soltanto italiane, caratterizzate da alcune importanti architetture e monumenti che hanno fortemente definito la forma e la struttura urbana delle città.

 

L’installazione è un pretesto per rappresentare simbolicamente l’architettura delle città immaginata come somma di palinsesti, di continue trascrizioni e ricostruzioni in cui l’antico è contemporaneo e viceversa. “ArchiBottius è un’espressione sintetica, è il neologismo che scaturisce dall’unione di un elementare sistema costruttivo architravato, per l’appunto l’architrave e Bottius, nome del primo proprietario delle cave di marmo in epoca romana. Da Bottius presumibilmente trae origine il nome della città e del Marmo Botticino Classico” spiega l’Architetto Vincenzo Latina, “L’opera è la sintesi formale che ricompone un immaginario portale, un profano “tabernacolo”, un sistema configurato da un’essenziale ricostruzione.”

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