Fondi per studenti con disabilità sensoriale

La Giunta della Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali abitative e Disabilità, di concerto con l’assessore all’Istruzione Formazione e Lavoro, ha approvato le linee guida 2019-2020 dei servizi a supporto dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità sensoriale (visiva, uditiva o pluridisabilità), stanziando 11 milioni di euro.

 

BENEFICIARI E FINALITÀ – “Anche per il prossimo anno scolastico – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali abitative e Disabilità – gli alunni e gli studenti con disabilità sensoriale beneficeranno degli interventi di inclusione. La delibera aggiorna le linee guida nell’ottica di consolidare il modello lombardo in materia, introducendo ulteriori elementi qualificanti a garanzia di percorsi sempre più aderenti ai loro bisogni”.

 

TIPOLOGIE D’INTERVENTO E REQUISITI DI ACCESSO – “I ragazzi – ha aggiunto l’assessore all’Istruzione Formazione e Lavoro – sono destinatari di interventi di assistenza alla comunicazione, di servizio tiflologico (per non vedenti) e di materiale didattico speciale. Devono essere in possesso di certificazione di disabilità sensoriale e di diagnosi funzionale, risiedere in Lombardia e frequentare percorsi educativi, scolastici e formativi che possono spaziare dalla scuola dell’infanzia all’istruzione secondaria di secondo grado, alla formazione professionale di secondo ciclo”.

 

LE PRINCIPALI NOVITÀ – La delibera incrementa il valore massimo dei Piani individuali di intervento (Pi), che passano da 5.800 euro a 6.300 euro; aumenta da 150 a 200 euro la quota forfettaria per l’attuazione del Piano individuale e incrementa le ore di assistenza durante gli esami di Stato che passano dalle 12 attuali a 15, e a 4 ore per la consulenza tiflologica.

 

PERCORSI DI LAVORO CONDIVISI – “Abbiamo approvato inoltre – ha continuato l’assessore alle Politiche sociali abitative e Disabilità – l’avvio di un percorso condiviso tra gli attori coinvolti nella realizzazione dei percorsi di inclusione a scuola, comprese le associazioni di rappresentanza delle persone con disabilità, per sperimentare un modello di inclusione per i bambini da 0 a 36 mesi. L’intenzione è quella di garantire interventi precoci e adeguatamente stimolanti a livello sensoriale per facilitare loro il più proficuo inserimento nei successivi percorsi educativi e formativi. Inoltre abbiamo deciso d’intraprendere un percorso di lavoro tra le direzioni regionali Politiche sociali, abitative e Disabilità e a Istruzione, Formazione e Lavoro, in collaborazione con l’Università e gli attori coinvolti del percorso di inclusione scolastica, compreso il tavolo disabilità. L’obiettivo è definire indirizzi omogenei in materia di formazione e aggiornamento degli operatori, anche in termini integrativi rispetto ai titoli professionali”.

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