FAI Brescia, oggi l’assemblea: ecco tematiche e numeri

Ecosostenibilità e sicurezza sono il futuro dell’autotrasporto, che non vuol dire solo sostenibilità ambientale, ma è il frutto di una Politica che prende in considerazione anche la sostenibilità economica e sociale. Da qui la necessità di una vera, grande, Politica dei Trasporti, che ancora oggi manca.

Il trasporto è sensibile all’ecosostenibilità, ma ha bisogno di contributi concreti per raggiungere gli obiettivi dettati dall’Europa. Sostenere uno sviluppo sostenibile del sistema di trasporto dovrebbe quindi essere vista come una responsabilità cruciale per i governi, gli operatori, i produttori e i consumatori.

Ricordo che il nostro parco circolante è il più vecchio d’Europa. Bisogna rendere strutturale il sostegno agli investimenti, prevedendo misure in favore della rottamazione e facilitando l’accesso al credito per continuare ad investire ed essere competitivi.

I nostri veicoli sono un investimento che dura 10 anni: abbiamo quindi bisogno di una “Politica dei Trasporti” che metta al centro del proprio programma l’importanza del comparto, individuando un progetto strategico in grado di rilanciare l’intero settore con l’intervento di tutta la filiera.

Stimolando la discussione sulla necessità di perseguire uno sviluppo sostenibile delle infrastrutture e offrendo incentivi rivolti alle soluzioni che contribuiscono ad un trasporto più efficiente, le istituzioni pubbliche possono dare il via ad un processo di cambiamento profondo, che ha il potenziale di coinvolgere l’intero settore del trasporto.

Gli autotrasportatori sono una componente strategica del Paese, perché attraverso i propri servizi sostengono una crescita sociale ed economica. Ma il sistema arranca di fronte all’inadeguatezza strutturale di strade, ponti, viadotti e cavalcavia e alle lentezze burocratiche.

L’Italia ha attraversato una lunga fase di standby: veniamo da Governi “bipolari”: prima avevamo il Ministro Toninelli e confidavamo nelle intese intercorse con il Viceministro Rixi.

Oggi ci chiediamo quale sarà la linea che deciderà di seguire il nuovo Ministro De Micheli, visto che non ha ancora ritenuto di incontrare la Categoria. Nel frattempo continuiamo a perdere competitività e linee di traffico. Ci auguriamo che finisca presto la politica strumentale dei “no” e si realizzino velocemente tutte quelle infrastrutture già programmate, e fino ad oggi bloccate da chi ha voluto “ingessare” l’Italia.

Sullo sfondo restano molte altre incognite. Per fare una disamina dei problemi della categoria servirebbe una settimana intera! Ci sono gli annosi temi dell’attraversamento dei valichi (agli ostacoli introdotti ai confini con l’Austria presto si aggiungeranno quelli del Monte Bianco), la pubblicazione dei costi minimi strettamente connessa con la sicurezza stradale, la funzionalità delle Motorizzazioni e l’affidamento delle revisioni alle officine private, per evitare che circolino automezzi pesanti non revisionati. Tutti nodi cruciali che tuttavia possono essere sciolti in tempi brevi, a patto che da parte del Governo ci siano la volontà politica e le competenze tecniche per affrontare temi molto complessi, che però sono assolutamente da risolvere per vincere la sfida della sostenibilità economica, ambientale e sociale.

Da dove partire per cercare le risposte? Durante l’Assemblea di domenica 10 la Federazione bresciana, che rappresenta circa 2.300 imprese di autotrasporto – sia artigiane che industriali – rinnoverà il proprio Consiglio Direttivo e porterà sul palco davanti ad associati, imprenditori e politici, i risultati ottenuti nell’anno appena trascorso.

Il cuore della giornata sarà la Tavola Rotonda “Logistica e Sostenibilità: due facce della stessa medaglia”, alla quale prenderanno parte il Presidente UNRAE Franco Fenoglio, l’Eurodeputato Danilo Oscar Lancini, la Consigliera Regionale, nonché Presidente della V Commissione Permanente Territorio e Infrastrutture Claudia Carzeri, il Presidente Conftrasporto-AISCAT Fabrizio Palenzona e il consulente finanziario Giuseppina Biondelli, moderati dal giornalista Pietro Barachetti.

 Durante la Tavola Rotonda approfondiremo:

  • cosa stanno facendo le case costruttrici, e la Regione Lombardia, per la riduzione dell’inquinamento e l’utilizzo dei carburanti alternativi;
  • come affrontare la sostituzione dei veicoli dal punto di vista finanziario: “Rinnova Veicoli”, “Decreto Investimenti”, “Nuova Sabatini”, ecc…;
  • il rapporto tra la logistica, la sostenibilità ambientale e le infrastrutture, che devono essere adeguate per connettere il camion alla strada;
  • il reale contributo dell’Europa nella costruzione di una Politica Comune del Trasporto che sostenga la competitività delle imprese italiane all’interno della UE.

Il comparto del trasporto su strada è totalmente favorevole alla riduzione dell’inquinamento, attraverso modalità più sostenibili e il raggiungimento degli obiettivi UE, ma la soluzione deve inquadrarsi in una strategia che venga portata avanti da una Politica dei Trasporti innanzitutto nazionale, e poi condivisa a livello Europeo.

Nel suo intervento conclusivo, il Presidente Nazionale Uggè ci aggiornerà sulla proclamazione del fermo: se il Ministro non ci ascolta e la categoria rischia il taglio dei rimborsi delle accise, non ci resta che fermarci. E questo sarà un grave danno per tutto il Paese!

Il mondo dei Trasporti vuole partecipare al miglioramento dell’ambiente perché conviene a tutti: cittadini ed operatori!

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