Termovalorizzatori lombardi, Cattaneo: va superata la resistenza, sono efficienti e a basse emissioni

“Va superata la resistenza nei confronti dei termovalorizzatori. Le emissioni di quelli presenti in Lombardia sono paragonabili o addirittura più basse rispetto a quelle degli impianti più avanzati d’Europa come l’impianto di Copenaghen e non nuocciono alla salute”.  Lo ha detto l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, intervenendo a Rimini alla rassegna ‘Ecomondo’, durante il convegno ‘Il sistema dei termovalorizzatori nell’era dell’economia circolare: passato o futuro?’

“In Lombardia – ha detto Cattaneo – sono presenti 13 termovalorizzatori, un terzo di quelli presenti in Italia. E le performance sono di gran lunga migliori rispetto al termovalorizzatore più conosciuto e tra i più avanzati d’Europa, che è l’impianto di Copenaghen. Regione Lombardia per i parametri di emissioni di polveri sottili – ha sottolineato l’assessore – ha imposto per i propri termovalorizzatori limiti inferiori a quelli posti dall’Unione europea. Il limite europeo per le polveri è di 10 milligrammi per metrocubo – ha spiegato – mentre quello regionale è di 8-10: le emissioni del termovalorizzatore Silla 2 sono di 0,1 milligrammi per metrocubo”. Ottime performance per gli impianti Rea di Bergamo con emissioni di polveri sottili pari a 0,09 milligrammi per metrocubo, l’impianto Core di Sesto San Giovanni con 0,09 milligrammi per metrocubo, A2A di Brescia 0,2 milligrammi per metrocubo o Silea a Lecco 0,5 milligrammi per metrocubo”.

CONTROLLI CONTINUI – In termini di emissioni inquinanti l’assessore ha aggiunto: “Se confrontiamo le emissioni di diossine, la media delle emissioni del termovalorizzatore Core di Sesto San Giovanni è pari a 0,00004 milligrammi per metrocubo, 50 volte più bassa rispetto a Copenaghen che è di 0,002 e più di 1000 volte inferiore al limite europeo. Il monitoraggio delle emissioni dei termovalorizzatori in Lombardia è continuo. Tutti i controlli effettuati ci permettono di stare tranquilli e di sostenere che questi impianti non creano alcun problema per la nostra salute, anzi ci permettono di smaltire la frazione non recuperabile dei rifiuti e di straformarla in energia e calore”.

RECUPERO ENERGETICO GARANTITO – Per quanto riguarda il recupero energetico, l’assessore ha spiegato che “i termovalorizzatori della Lombardia riescono a produrre calore da fonti rinnovabili permettendo quindi di risparmiare il consumo di carburanti fossili”. “Dalla cogenerazione effettuata nel termovalorizzatore Silla 2 di Milano – ha sottolineato – l’impianto consente la produzione di energia elettrica e termica che viene immessa nella rete di teleriscaldamento. È un impianto – ha chiosato – in grado di illuminare 119.000 famiglie e riscaldarne 33.500”.

RISPARMIO ANNUO DI 890.000 TONNELLATE DI CO2 – “Inoltre, guardando alle emissioni di CO2 – ha affermato l’assessore – ogni anno i termovalorizzatori A2A Brescia e Silla Milano, insieme, evitano 890.000 tonnellate di CO2 evitate. Mediamente, ogni termovalorizzatore che faccia cogenerazione evita ogni anno 400.000 tonnellate. Nel Database INEMAR (il Database regionale delle emissioni) emerge che il settore degli inceneritori rifiuti è tra quelli meno impattanti per la CO2, a prescindere dalle emissioni risparmiate”.

UN SISTEMA EFFICIENTE – “In Lombardia – ha spiegato l’assessore – solo lo 0,4% dei rifiuti finisce in discarica tale e quale e il 2,5% compreso la frazione decadente. Ciò dimostra  come sia presente un modello virtuoso di gestione dei rifiuti, che è reso possibile grazie al 70% di raccolta differenziata, all’avvio a recupero di materia del 61% dei rifiuti e a recupero di energia del 30%, alla presenza di 13 termovalorizzatori, di 78 impianti di compostaggio e più di tremila impianti di trattamento rifiuti”. “E senza un sistema industriale del genere – ha concluso Cattaneo -, la Regione non avrebbe queste performance”.

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