Regione Lombardia in campo con Stop Aids 2019

Si è svolto, alla presenza di 400 ragazzi delle scuole di tutta la Lombardia, ‘Stop Aids 2019’, l’evento annuale che Regione Lombardia organizza, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids, per richiamare l’interesse dei cittadini più giovani su un tema di salute pubblica purtroppo ancora così rilevante.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con ATS Milano Città Metropolitana, Anlaids e Centro Malattie a Trasmissione Sessuale (MTS) in coerenza con le finalità del Piano Regionale della Prevenzione e progettata con il contributo attivo della Rete della Peer Education della Lombardia, è stata condotta dal dj Francesco Facchinetti e dalla web influencer Lasabri.

Un evento-spettacolo di sensibilizzazione e informazione del quale i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado sono stati attivi protagonisti attraverso la partecipazione attiva tramite attività di animazione finalizzate ad obiettivi specifici: sensibilizzare sui rischi di trasmissione dei virus, orientare verso scelte di protezione consapevole, smontare pregiudizi e stereotipi sull’utilità del preservativo come strumento di protezione.

“Contro l’Aids – ha spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera –  bisogna usare la testa, con rapporti sessuali protetti e, in casi di dubbi o perplessità, non esitare a contattare le strutture di riferimento. Abbiamo lanciato un messaggio molto chiaro ai ragazzi – ha aggiunto Gallera – informandoli sui rischi di trasmissione dei virus, orientandoli verso scelte di protezione consapevole, smontando pregiudizi e stereotipi”.

I dati

I casi di HIV in Lombardia nel 2017 (dato da considerarsi di riferimento in quanto consolidato, il dato 2018 verrà consolidato il 1° dicembre 2019) sono stati complessivamente 675 (di cui 604 a carico di residenti lombardi); il tasso di incidenza (6 nuovi casi ogni 100.00 abitanti) è in lieve decremento negli ultimi anni: erano 868 nel 2015, 763 nel 2016.

Nel 2017 in Italia sono state segnalate 3.443 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a un’incidenza di 5,7 nuovi casi di HIV ogni 100.000 abitanti. L’incidenza delle nuove diagnosi di infezione da HIV non mostra variazioni significative rispetto ai tre anni precedenti. Nel 2017, le regioni con l’incidenza più alta sono state il Lazio, e il Molise. In Lombardia il maggior numero di casi è stato registrato presso ATS Milano Città Metropolitana seguita da ATS Bergamo e Brescia.

Complessivamente il 76% dei casi è maschio e 24% femmina; le classi di età più coinvolte sono le età tra 20-29 anni (34% dei casi), 30-39 anni (26,5 % dei casi) età 40-49 anni (23% dei casi). Il 30% delle persone diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. In merito alle modalità di trasmissione la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l’84,3% di tutte le segnalazioni.

I casi di Aids in Lombardia nel 2017 (dato da considerarsi di riferimento in quanto consolidato) sono stati complessivamente 213 (di cui 192 a carico di residenti lombardi); il tasso di incidenza è in decremento negli ultimi anni.

Azioni messe in campo da Regione Lombardia

“il sistema socio sanitario lombardo ha implementato negli anni un sistema di sorveglianza delle malattie infettive – ha spiegato l’assessore Gallera – supportato da un applicativo dedicato, che permette di tenere sotto controllo lo sviluppo delle diverse forme morbose tra cui HIV. Abbiamo da poco rinnovato la Commissione Regionale HIV/AIDS con il coinvolgimento di associazioni e professionisti garantendo in questo modo il confronto tra i diversi stakeholder e la condivisione delle azioni con particolare riguardo alla presa in carico clinica e alle attività di prevenzione. L’attività diagnostica è garantita gratuitamente sul territorio con l’offerta di screening per HIV ma anche per altre malattie sessualmente trasmesse”.

Inoltre, il Piano Regionale della Prevenzione di Regione Lombardia prevede azioni di prevenzione in setting di comunità specifici con particolare attenzione alle Scuole e all’area delle dipendenze, nonché interventi specifici nel campo della prevenzione delle malattie infettive. Di particolare interesse e attualità è il rinnovamento delle modalità organizzative dei centri per la prevenzione e trattamento delle Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST), che garantiscono sia un percorso di prevenzione primaria individuale sia di eventuale presa in carico diagnostico-terapeutica: sono punti ad accesso diretto che facilitano il contatto con il cittadino per le tematiche legate alle infezioni sessualmente trasmesse.

“Le Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) – anche dette Malattie a Trasmissione Sessuale (MTS) – ha concluso Gallera – oltre a compromettere la qualità della vita del singolo individuo, hanno importanti ripercussioni sulla salute sessuale e riproduttiva a livello di popolazione sessualmente attiva ed effetti indiretti anche sulla salute della popolazione pediatrica”.

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