Intervista agli Unibrido – Non c’è più tempo

“Non C’è Più Tempo” è il singolo estratto dall’album P.I.G.S.
La decennale crisi economica e sociale che ancora attanaglia questa parte di occidente ci è entrata nel dna, ormai è parte integrante dell’arredamento nella vita di tutti.
Spietatamente matematica, ci costringe a fare i conti con le nostre più profonde miserie. Ma siamo fuori tempo massimo: Riusciremo a convertirle nel motore della reazione? Ne usciremo vivi?
P.I.G.S. è ognuno di noi quando incolpiamo gli “altri” della nostra vita di merda mentre guardiamo lo smartphone;
quando realizziamo l’incapacità di dire quello che pensiamo davvero;
quando abbiamo finalmente smesso di credere in dio ma ci lasciamo incantare dalle pubblicità.
E va tutto bene.
Prima ancora di essere Unibrido, Carlo (House Of Sound, Not Found) e Marvin (The Little House Blues Band, The Blues Stalkers, The Bluesness, No Panik Music, Not Found) sono due ragazzi della ormai defunta classe media italiana che vivono nell’entroterra abruzzese (Posti incantevoli, per carità, ma non c’è una libreria nel raggio di trenta chilometri).
Costretti a lavorare in fabbrica per comprarsi gli strumenti e sopravvivere, nel 2018 uniscono idee e affinità per dare vita ad un progetto musicale viscerale ed urgente.
Grazie alla collaborazione di Luigi Caprara del Lunchbox Studio registrano i primi brani del loro album d’esordio P.I.G.S., un personalissimo spaccato sulla società contemporanea, violenta, nichilista e coloratissima.

Un pensiero riguardo “Intervista agli Unibrido – Non c’è più tempo

  • 5 Marzo 2020 in 18:37
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    È dai tempi del parco Lambro che non si udiva una energica forza dirompente, capace di squarciare il perbenismo pettinato e talvolta tatuato seduto sul water di monotone canzoncine trap, dance hall reggaeton. Cuore di leone corpo di cavallo! Unibrido!

    Risposta

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