Cinghiali, a Brescia in 9 mesi raddoppiati gli abbattimenti ma la situazione resta critica

Da gennaio a settembre sono 318 i cinghiali abbattuti in provincia di Brescia, +132% rispetto allo stesso periodo del 2019, che registrava 137 capi. “Un risultato soddisfacente, frutto di una legge regionale che funziona – commenta il direttore di Coldiretti Brescia Massimo Albano – adesso è importante continuare in questa direzione, il problema della fauna selvatica è reale e provoca danni enormi all’agricoltura, oltre a rappresentare un pericolo per l’uomo”.

La presenza dei cinghiali nei centri abitati – precisa Coldiretti Brescia – non è più un evento sporadico, ma sta quasi diventando la normalità. Questo rappresenta un rischio concreto per le imprese agricole, che si vedono campi distrutti e, in alcuni casi, danni a mandrie e greggi e per i cittadini, basti pensare all’incidente avvenuto pochi giorni fa sull’autostrada A26 Genova Voltri-Gravellona Toce in provincia di Novara,  costato la vita a due persone dopo che l’auto sulla quale viaggiavano si è scontrata con un paio di cinghiali.

Nel 2019 in provincia di Brescia i cinghiali hanno causato numerosi incidenti stradali, alcuni anche con gravi conseguenze, mentre il settore agricolo ha subito oltre 200.000 euro di danni dovuti a questa specie. “La situazione è critica, si avvistano anche branchi da 30 – 40 animali – precisa  Luciano Salvadori, segretario di zona Coldiretti Brescia e componente della Commissione cinghiali  dell’ATC Unico di Brescia – in questi mesi, poi, abbiamo registrato la presenza di esemplari anche in zone dove non si erano mai visti, dagli alpeggi alla pianura. I danni alle colture sono innumerevoli e ci preoccupano soprattutto quelli indiretti: oltre a devastare centinaia di metri quadrati di campi, i cinghiali distruggono piante, spianano erba, scavano buche e danneggiano strutture e recinzioni. Nelle zone montane, poi, è ancor più difficile e dispendioso ripianare i terreni per consentire al bestiame di spostarsi lungo i pendii”.

La proliferazione senza freni dei cinghiali – conclude Coldiretti Brescia – sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali, anche in aree di elevato pregio naturalistico che va assolutamente preservato.

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