Valanghe: 200mila euro per monitorare il rischio

Ammontano a 200.000 euro in due anni gli stanziamenti decisi dalla Giunta regionale per finanziare il Protocollo valanghe per l’istituzione di un nucleo di monitoraggio del rischio, con l’approvazione di una delibera proposta dall’assessore al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni.

Il Protocollo si fonda sul nucleo tecnico operativo valanghe (NTOV), formato da Regione Lombardia, Arpa, province, Comunità montane, Prefetture, ed ex Corpo Forestale dello Stato. E’ coordinato dalla Direzione generale Territorio e Protezione civile con la collaborazione del Centro nivometeorologico di Arpa e fornisce supporto alle decisioni che spettano alle autorità locali nelle fasi decisive che precedono la gestione dell’emergenza.

Il gruppo si avvale dell’opera di nivologia esterno in grado di operare una valutazione locale del pericolo valanghe e che opera sul campo, in base ai bollettini del Centro Nivometeorologico di Bormio, gestito da Arpa. Tre gli enti coinvolti direttamente nel finanziamento, per tutta la durata biennale del Protocollo (2021-2022): la provincia di Bergamo: 60.000 euro; la provincia di Sondrio: 58.000 euro; la provincia di Brescia: 42.000 euro. A questi si aggiunge la Comunità montana Alta Valtellina: 40.000 euro per il conferimento di incarichi esterni.

“Anche in questa occasione Regione Lombardia ha deciso di non lasciare da sole le province di Bergamo, Brescia e Sondrio nel garantire finanziariamente il prosieguo di un progetto di prevenzione che funziona egregiamente – ha commentato Foroni – Siamo stati infatti i primi in Italia a mettere in campo un modello di gestione del rischio valanghe che ha fornito numerosi spunti anche alla normativa nazionale in materia. Quest’anno Regione Lombardia ha ritenuto doveroso proseguire la politica di sostegno alle province interessate, iniziata due anni fa e sostenere all’interno del progetto la maggior parte dei finanziamenti che, fino al 2018, si sobbarcavano interamente gli enti coinvolti”.

Regione contribuirà quindi per l’80% circa ai fondi necessari alle amministrazioni provinciali a garantire gli incarichi esterni agli esperti di nivologia chiamati a monitorare costantemente per tutta la durata della stagione invernale (da novembre ad aprile) la situazione del manto nevoso sulle montagne lombarde, verificando gli strati di neve e la tenuta complessiva del manto stesso. In caso di pericolo di distacco di valanghe, usufruendo degli elicotteri messi a disposizione da Regione, la massa nevosa viene bombardata con onde sonore e obbligata a scendere a Valle secondo un percorso studiato nei minimi dettagli per non causare danni.

Il Protocollo regionale è stato attivato nelle tre province a partire dalla stagione 2014-2015 e fino all’ultima, 2017-2018. In particolare, è stato avviato in via sperimentale per la prima volta in provincia di Bergamo già nel 2008-2009, e progressivamente esteso e formalizzato con Brescia e Sondrio.

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