Ghedi: dai bambini della primaria un dono agli ospiti della casa di riposo

Tra i gesti che si sono posti in particolare evidenza a Ghedi nell’immediata vigilia del Natale ne troviamo uno che riveste un significato del tutto particolare. In effetti nel pomeriggio di mercoledì 23 dicembre gli ospiti della Casa di riposo hanno ricevuto i doni preparati per loro dai bambini della Scuola Primaria. Un’iniziativa che ha raggiunto tutti gli ospiti della Rsa ghedese ed ha visto una buona partecipazione da parte degli scolari di diverse classi. Il tutto per un progetto che è stato promosso dall’assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Ghedi ed al quale ha subito aderito l’Istituto Comprensivo: “In un anno molto difficile come quello che stiamo vivendo – è stata la spiegazione dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Michela Seniga – abbiamo voluto far sentire gli anziani della Casa di riposo meno soli nonostante tutto quello che sta accadendo.

Proprio per questo abbiamo voluto realizzare questa proposta, sicuramente semplice, ma che ha voluto far capire che i più giovani vogliono bene a chi è più avanti negli anni, sono loro vicini e vogliono far sentire il loro affetto pure in un anno così delicato. In questo senso, oltre a ringraziare l’Istituto Comprensivo per avere condiviso questa iniziativa e tutte le classi che hanno partecipato, mi piace sottolineare che i doni, soprattutto lavoretti e piccoli oggetti preparati dai nostri bambini, che sono stati consegnati a tutti gli ospiti della Rsa hanno voluto essere anche un momento di condivisione e un piccolo segnale di speranza in vista di un Natale nel quale, nonostante tutte le restrizioni e l’isolamento forzato, nessuno deve sentirsi solo”.

I variopinti doni degli scolari della Primaria di Ghedi fanno ora bella mostra nelle stanze e in tutti i reparti della Fondazione Casa di riposo ghedese ed hanno offerto un sorriso a tanti ospiti che si sono sentiti meno soli durante le giornate festive. È stato questo il piccolo, grande “miracolo di Natale” a Ghedi che ha saputo “unire” in modo del tutto speciale bambini e anziani al di là delle barriere che ha eretto la pandemia.

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