Valorizzare strade e sentieri di montagna

Valorizzare strade e sentieri di montagna, garantendone la manutenzione e la fruibilità con finalità turistiche e culturali. E’ quanto prevede la legge approvata oggi all’unanimità in Consiglio regionale.

Il provvedimento stabilisce le definizioni di strada e sentiero di montagna, creando due elenchi che costituiranno il riferimento per i futuri finanziamenti destinati a progetti di manutenzione o legati ad attività con finalità turistico-culturali.

“Con questa legge -ha detto Claudia Carzeri (Forza Italia), relatrice del provvedimento- Regione Lombardia assicura un impegno importante e continuo con lo scopo di rafforzare la relazione tra persone e montagne, facendo in modo che queste ultime siano frequentate e vissute. Il nostro territorio prealpino e alpino -ha aggiunto Carzeri- è stato teatro in passato di significativi momenti storici spesso testimoniati da costruzioni di difesa militare e nello stesso tempo ha ospitato e ospita antichi insediamenti abitativi a volte abbandonati. Il tutto in un ambiente spettacolare e di rara bellezza che dobbiamo preservare e curare restituendolo pienamente alla gente”.

Si stima che gli interventi dovrebbero interessare complessivamente nella nostra regione circa 11mila chilometri di percorsi lungo i sentieri di montagna esistenti, con una previsione di spesa stimata sulle 4 euro al metro lineare per la manutenzione ordinaria mentre per la manutenzione straordinaria, a seconda delle criticità e tipologie di intervento, si stima un costo variabile da 40 a 400 euro al metro lineare.

In sede di prima applicazione della legge, al fine di avviare l’accatastamento dei sentieri e la creazione del registro delle strade di montagna, a bilancio per l’anno 2022 viene stanziato 1 milione di euro.

Un’ordine del giorno presentato dal Partito Democratico e approvato all’unanimità dall’Aula impegna la Giunta regionale a garantire un adeguato finanziamento anche per gli anni successivi con una programmazione finanziaria a cadenza triennale che sostenga anche gli Enti locali nelle eventuali nuove spese derivanti dall’applicazione della legge.

Unanime via libera anche ad alcuni emendamenti presentati dalla relatrice Carzeri, che inseriscono tra gli interventi finanziabili nella programmazione triennale anche i lavori finalizzati a migliorare l’accessibilità ai percorsi e che sollecitano ERSAF, nella cura e realizzazione del registro delle strade storiche, ad avvalersi del supporto del CAI, dell’ANA e delle Guide alpine della Lombardia.

La legge definisce sentieri di montagna di interesse storico quei tracciati che si sono formati naturalmente “per effetto di continuo calpestio ad opera dell’uomo o di animali, in un percorso privo di incertezze e di ambiguità, visibile e permanente”. Strade di montagna di interesse storico sono invece i collegamenti viari, stradali, compresi quelli tra le valli e i territori d’oltralpe a servizio di scambi commerciali oppure vecchie strade militari dismesse con le relative opere militari di difesa strategica.

Viene istituita una sezione del catasto regionale per i sentieri di montagna, mentre le strade storiche di montagna verranno inserite in un apposito registro. I tracciati, così classificati, saranno oggetto di interventi di conservazione e recupero, di manutenzione ordinaria e straordinaria. Saranno inoltre promosse iniziative di divulgazione degli itinerari per sviluppare l’attrattività turistica, con riferimento agli aspetti ambientali, paesaggistici e culturali.

Dopo l’approvazione della legge, la Presidente Carzeri ha incontrato una delegazione di rappresentanti della sezione bresciana dell’ANA e alcuni amministratori locali bresciani, ringraziandoli per il contributo che hanno fornito nella stesura e nella definizione del provvedimento. Con lei, hanno preso parte all’incontro anche il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi, il Presidente della Commissione Agricoltura Ruggero Invernizzi e la Consigliera regionale bresciana Viviana Beccalossi. Un ringraziamento particolare è stato rivolto dalla Carzeri all’Assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori. “Possiamo ben definire questa legislatura regionale come la legislatura della montagna -ha sottolineato Alessandro Fermi- perché è senza dubbio la legislatura che più di tutte ha messo la montagna e la gente che in montagna vive e lavora al centro dei provvedimenti regionali, non solo come enunciazione di principio ma con sostegni economici concreti e significativi, come accaduto anche in occasione di questo provvedimento”.

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