5R Zero Sprechi: “La gioia di riciclare… meno”

La santificazione dell’ incenerimento “a edicole unificate “ visto in questi giorni dopo la conferenza stampa che si è tenuta a Brescia per la presentazione del rapporto 2019/2020 da parte dell’ Osservatorio, non la capiamo proprio. Ancor meno comprendiamo la soddisfazione delle associazioni ambientaliste (si presume quelle che fan parte dell’osservatorio) per i risultati indicati in termini di emissioni in rapporto alla combustione di rifiuti. C’è in tutto questo un cortocircuito del buonsenso e una visione molto limitata del significato dei dati che son stati riportati in questi articoli .

Per fare un esempio su tutti : si scrive “Bruciati più rifiuti” , questo non significa che a livello ambientale si stia andando in parallelo con e linee guida della UE anzi … si va nella direzione opposta sopratutto in termini di recupero di materia. Se son stati bruciati più rifiuti è chiaro che è stato RICICLATO MENO materiale .  Dato che emerge dal quaderno ArPa del 2019 dove si evince facendo un rapporto tra Bergamo *da sempre con modalità porta a porta spinto* (e città gemellata per la candidatura a capitale della cultura con Brescia ) e Brescia con sistema calotta.

Il divario tra recupero di risorse che ottiene la prima e’ imbarazzante rispetto alla Leonessa d’Italia, oltre ad una evidente differenza in costi , nonostante per i cittadini di Brescia bruciare costi meno. Senza questo sconto (soci) i costi lieviterebbero ulteriormente. Anche per questo oggi il P.a.P. per Brescia non è così attrattivo dal punto di vista economico.

Non bisogna però dimenticare la componente della Responsabilità nei confronti delle future generazioni che le amministrazioni hanno. La responsabilità di salvaguardare le risorse (e la salute) per le prossime generazioni , condizionando “tutte” le aziende a scelte coraggiose ed a promuovere modelli ECOSOSTENIBILI e non EGOsostebili che solitamente hanno più lo scopo di portare introiti a azionisti.

C’è un altro cortocircuito che ci pare evidente (ma in Italia ultimamente alle anomalie ci si abitua) E cioè , che una società che fa la raccolta dei rifiuti e di conseguenza gestisce un sistema porta a porta sia anche proprietaria di un inceneritore …un po’ in conflitto no? Questo è un punto che dovrebbe portare a riflessioni ben più profonde del semplice – emissioni + combustioni.

E poi c’è il mantra “Creiamo calore per la città” … ma ci stiamo rendendo conto che gli inverni si accorciano sempre più ? Che le coibentazioni e gli interventi negli anni hanno reso gli edifici meno dispersivi ? Che produrre energia bruciando è l’esatto opposto che produrla in modo Green? Che ci sono sistemi ben più avanzati ed efficienti di un teleriscaldamento per climatizzare ? Queste son tutte componenti che vanno messe in conto quando si parla di Teleriscaldamento che dovrebbe giustificare questo camino che continua a fumare. Con quale coraggio si gioisce perché un inceneritore ha bruciato di più quando la nostra sopravvivenza è nella gestione delle risorse anche provenienti dal post consumo?

Brescia Città della cultura 2023

Quale tema oggi ha più a che fare con la cultura se non quello ambientale ? Una città candidata a capitale della cultura non può secondo noi oggi presentarsi alla comunità internazionale con un modello come “La Calotta” che non solo non è il modello indicato dalla UE per una buona gestione delle risorse , ma non garantisce ne una buona differenziata ne una riduzione dei costi, anteponendo la combustione al recupero di materia nel nome del business.

2 pensieri riguardo “5R Zero Sprechi: “La gioia di riciclare… meno”

  • 16 Gennaio 2022 in 17:47
    Permalink

    Questa Egosostenibilitá sta prendendo sempre più piede, ma sono certa che, se ognuno fa la sua, presto diverrà ecosostenibilità.

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  • 16 Gennaio 2022 in 18:16
    Permalink

    E’ ovvio che A2a faccia l’interesse dei suoi azionisti essendo un’azienda privata, la qualita’ dell’aria dovrebbe essere gestita da enti pubblici come pure l’acqua.

    Risposta

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