“Attenti al gorilla”: inaugura la rassegna di 4 spettacoli in Broletto firmata ContaminAzioni

Sabato 18 giugno alle 21.15 la divertente commedia ispirata a Pallottole su Broadway di Woody Allen

Prosegue in estate la rassegna RECOVERY THEATRE, Piano di Ripresa e Resilienza Teatrale, firmata dall’Associazione Culturale Contaminazioni.  Quattro appuntamenti nel cortile del Broletto con il teatro “che fa star bene” tra commedie spassose e travolgenti, ed altre più sentimentali, personaggi in bilico in un mondo che non ha più nulla di politicamente corretto e un allegro viaggio fra le macerie della nostra bellissima provincia guidati da un bio-rapper.

Il primo appuntamento è sabato 18 giugno con la commedia Attenti al Gorilla, liberamente tratta da Pallottole su Broadway di Woody Allen, prodotta da ContaminAzioni. Segue venerdì 24 giugno Così va meglio, una commedia firmata Jump Production in cui le vite di 6 donne si incrociano in un salone di bellezza. Domenica 3 luglio Il Nodo presenta Vediamo che succede, uno spettacolo in cui le storie di 8 personaggi si intrecciano rivelando amori, insicurezze, perversioni. Conclude la rassegna Domenica 4 settembre Ecco i mostri, un allegro viaggio tra le macerie della nostra provincia con Dellino Farmer.

Tutti gli spettacoli avranno luogo alle ore 21.15 presso il cortile di Palazzo Broletto a Brescia, Ingresso da Via Cardinal Querini, 9. Il costo del biglietto è di 12 euro, (10 euro per minorenni e tesserati ContaminAzioni).

Attenti al gorilla

Un gorilla si aggira in città e non è una scimmia!

David Tombolini, autore drammatico, vuole mettere in scena il proprio lavoro ad ogni costo e senza compromessi.  Una decaduta diva del teatro, un impresario pragmatico e cinico, una ballerina sciocca, un boss della malavita, gli ostacoli che si frappongono alle ambizioni del giovane drammaturgo.

Unica ancora di salvezza un gorilla….

Un Gangster prestato all’attività di guardia del corpo (un gorilla dal dubbio profilo morale) scopre un inaspettato talento per la scrittura. Inizia così per lui un cammino di emancipazione culturale, attraverso la realizzazione dell’opera d’arte, che lo costringerà, in ultima istanza, ad una decisone definitiva. Si salverà l’uomo o l’artista?

Note di regia

George Bressens, negli anni cinquanta, si prodigò nella stesura di un allegro motivetto titolato “Il Gorilla”, che recita nel ritornello l’esortazione, che casualmente, titola la nostra pièce “Attenti Al Gorilla”, adattamento teatrale di “Pallottole Su Broadway” di Woody Allen.
Questa spiritosa canzonetta (ripresa negli anni sessanta in Italia da De Andre) parla di un gorilla scappato dalla gabbia (dov’era già ammirato dalle passanti per la prestanza di certe parti del corpo messe in bella mostra) che scatena la sua voracità sessuale su chiunque gli capiti a tiro.
Il gorilla liberato è simbolo dissacrante e sarcastico di un’emancipazione sociale e culturale, è la rivalsa istintiva dell’oppresso, il riscatto, la recriminazione dell’individuo che perpetra la sua vendetta dando sfogo ai più bassi istinti con maldestro e divertente (innocuo seppur violento) buonumore.
Il quadrumane incarna il lato istintivo bestiale (ma anche, in un certo qual modo eroico) del singolo ingabbiatosi in sé stesso e nelle proprie regole nel tentativo di elevarsi. Lo scimmione, espleta le urgenze emotive con radicale ed istintiva precisione. Sfoga con semplice ingenuità non reprime. Nel contempo, la fisicità possente e selvaggia (che catalizza l’immedesimazione nella forza soprannaturale e incontrollata, sempre efficace e all’occorrenza letale) trasfigura il soggetto in una super-eroica visione Marveliana di sé.

In “Pallottole su Broadway” Allen, con il suo solito sagace umorismo, attribuisce ad un Gangster prestato all’attività di guardia del corpo (un gorilla dal dubbio profilo morale) un inaspettato talento. Contro ogni previsione e aspettativa anche questo “Gorilla” come per Bressens, scappa dalla gabbia dove si è costretto, e scatena quell’energia accumulata nella prigionia (costrizione) riversandola su ignari malcapitati. L’universo morale di quest’ultimo non viene minimamente intaccato dalla scoperta del suo inesplorato talento di natura artistica, tutt’altro, proprio questo, si rivela risolutore, con drammatica praticità, delle problematiche di spiccia utilità, sopravvenute nell’esercizio del nuovo interesse.
Quindi, in una visione non esclusivamente legata all’ambito culturale e più ampiamente speculativa, la redenzione artistica non coincide con la redenzione dell’individuo. L’uomo e l’artista procedono su binari paralleli. Il gangster, senza cercare la fama ma solo per espletare un’impellenza espressiva, intaglia a cesello l’opera perfetta che non ammette incrinature. Interviene perciò l’impeto selvaggio risolutore, suffragato da quel universo morale che ha consentito la convivenza dell’individuo col “Gorilla”. A questo punto, l’uomo l’artista e il “Gorilla” si uniscono per salvare l’opera, incuranti delle conseguenze, pronti all’estremo sacrificio.
Consapevole dei rischi, il gorilla, sceglie che l’opera d’arte sopravviva all’artista e all’uomo.
Il riscatto culturale-sociale della persona passa attraverso l’arte e la liberazione di sé e si trasfigura oltre l’amor proprio verso l’immortalità. 

informazioni e prenotazioni:
www.contaminazioni.net

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