Regione Lombardia prima ad usare i droni nella difesa delle coltivazioni. A Brescia il test effettuato in un uliveto a Desenzano

Regione Lombardia ha sviluppato un piano che prevede l’utilizzo del drone per la distribuzione di prodotti fitosanitari a protezione delle colture; un programma di azioni che è partito dalla sperimentazione su riso e vite e ora interessa anche le coltivazioni olivicole. Le prime sperimentazioni, dopo l’approvazione del piano da parte del ministero, sono iniziate nei giorni scorsi anche in provincia di Brescia.

Le attività progettuali sono state sottoposte, nel rispetto della normativa vigente, al ministero della Salute per le verifiche dei gruppi di esperti e le relative autorizzazioni. La proposta del progetto è stata apprezzata per la completezza e solo a fronte di piccole integrazioni è stata rapidamente autorizzata. Ogni intervento è preventivamente notificato al Ministero della Salute e all’ATS competente per territorio.

“Servono progetti innovativi – ha spiegato l’assessore lombardo all’agricoltura – per far fronte ai problemi che stanno mettendo in ginocchio alcune filiere. Con questo piano valuteremo l’efficacia del drone per raggiungere zone meno accessibili; per valutare, inoltre, la precisione della distribuzione e quantificare anche i risparmi per le aziende in termini economici e di lavoro. Tutte le prove sono realizzate con prodotti fitosanitari autorizzati per le colture nel rispetto dei dosaggi di etichetta; il monitoraggio sarà costante per garantire qualità e sostenibilità ambientale. Una volta ottenuti i risultati valuteremo l’utilizzo su più larga scala”.

“La normativa nazionale non prevede, ad oggi – ha aggiunto l’assessore regionale – l’utilizzo dei droni per l’applicazione di prodotti fitosanitari. Il nostro piano, primo a livello nazionale, farà da apripista a tutto il comparto italiano. Ci aspettiamo ottimi risultati. Da qui deve partire anche un adeguamento della legge. “Il drone – ha chiosato – viene ormai usato in tutto il mondo, non possiamo sempre restare indietro a causa della burocrazia”.

Negli ultimi anni il settore olivicolo lombardo ha subito una crescente pressione per via del manifestarsi di nuove problematiche fitosanitarie (Cascola verde, cimice asiatica e tignola rodiscorza) oltre a quelle storiche, come la mosca dell’olivo, che nel complesso hanno significativamente compromesso la capacità produttiva del comparto.

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