Dal poker al blackjack: come sono nati i giochi più popolari al mondo

Al giorno d’oggi siamo ormai abituati a ritrovarci davanti parecchie attrazioni tipiche delle sale americane. Il poker viene praticato in veri e propri tornei internazionali e le stanze del blackjack live online hanno fatto scoprire il gioco anche a chi non è mai stato a Las Vegas. L’origine di fenomeni come la roulette è legata perlopiù al caso: un esperimento scientifico può trasformarsi in un’attrattiva da casinò, ma se si parla di giochi di carte appare evidente che alla base deve esserci qualche idea più precisa. D’altro canto, i regolamenti sono piuttosto certosini e ragionati.

Il poker si è sviluppato intorno all’800 grazie ai marinai di New Orleans, che per ingannare l’attesa tra un viaggio e l’altro hanno inventato un gioco che inizialmente richiedeva l’impiego di poche carte, 20 per l’esattezza. L’etimologia della denominazione è relativa alla parola “poque”, variante del termine tedesco “pochen”, che significa “a bussare”: “poker” non è altro che il nome adottato sin dal primo momento dai giocatori inglesi che iniziavano ad inanellare una partita dopo l’altra. Le fiches non erano previste agli albori del poker, ma si usava comunque mettere in palio gioielli o preziosi. Una volta che nella seconda metà del XX secolo sono state istituite le World Series of Poker a Las Vegas, la popolarità del gioco è salita alle stelle.

Nell’immaginario collettivo le attività circoscritte alla realtà del poker sono associate a vincite da capogiro e a scene cult del mondo del cinema. Invero, il poker è diventato negli ultimi anni materia per veri professionisti, motivo per il quale chi gioca per diletto è talvolta restìo ad andare a caccia di avversari sulla rete. Niente a che vedere con i giochi ad estrazione come la tombola e il bingo, nati rispettivamente nel 1734 e nel 1929: nel primo caso ci troviamo di fronte a una risposta dei napoletani al veto imposto sul lotto, nel secondo a una variante del beano già conosciuto in Georgia. Giochi meno cervellotici, in cui conta principalmente la fortuna.

Di origine più datata dovrebbe essere invece il blackjack, la cui invenzione viene collocata comunemente nel XVII secolo. Si tratta di un gioco che agli italiani può ricordare in più frangenti le regole del 7 e mezzo, in quanto i partecipanti non devono far altro che provare a battere il banco ottenendo un punteggio superiore al suo, a prescindere da quelli ottenuti dagli altri giocatori, tirando di volta in volta una nuova carta. Così come nel 7 e mezzo si “sballa” arrivando a 8 punti, nel blackjack non si deve andare oltre quota 21. “Vingt-et-un” è infatti il nome originale del gioco, dalla chiara matrice francese. “blackjack” è la denominazione coniata in America in relazione a un’antica regola che attribuiva maggiore importanza al jack di picche.

La fama del blackjack è probabilmente inferiore a quella del poker, eppure anche questo gioco può vantare diverse chicche nel suo background storico. Una di queste riguarda la leggenda del MIT Blackjack Team, narrata peraltro nel film “21” del 2008. Alcuni giovani studenti del Massachussets Insitute of Technology di Boston sono balzati infatti agli onori delle cronache quando negli anni ’80 hanno sbancato in lungo e in largo grazie alla loro abilità nel conteggio delle carte, pratica tutt’oggi consentita, ma malvista in molte sale. Come il poker, anche il blackjack ha ingolosito negli anni star di Hollywood e celebrità varie, ma sarebbe impossibile stabilire quale dei due giochi sia etichettabile come il migliore. Alla fine, al tavolo verde è solo questione di gusti…

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