Mostra “Data Dating Desire” presso Mo.Ca – Centro per le nuove culture, Palazzo Martinengo Colleoni

MO.CA – centro per le nuove culture presenta per la prima volta in Italia la mostra Data Dating Desire a cura di Valentina Peri. Un progetto espositivo, già presentato a livello internazionale da Londra a Tel Aviv, che dialoga con le storiche sale Palazzo Martinengo Colleoni e abbraccia l’interesse di MO.CA nel promuovere riflessioni contemporanee sulle nuove tecnologie e la cultura digitale.

“Data Dating Desire è l’ultima versione di una mostra itinerante che è stata presentata per la prima volta nel 2018 a Parigi e che evolve nel tempo, adattandosi ogni volta al contesto locale”, ha detto la curatrice Valentina Peri”. “Qui a Brescia le opere dialogano con il patrimonio artistico del palazzo Martinengo Colleoni, in particolare gli affreschi delle sale neoclassiche. L’opera Ashley Madison Angeles at work in Brescia, è stata adattata alla città a partire dai dati degli utenti bresciani iscritti al sito di incontri extraconiugali ai quali gli artisti Mediengruppe Bitnik hanno accesso. La mostra evolve anche seguendo le dinamiche socio-culturali, dalle conseguenze della pandemia al più recente fenomeno delle frodi amorose online.”

Riunendo le opere di 10 artisti nazionali e internazionali — !Mediengruppe Bitnik (Carmen Weisskopf, 1976 , Svizzera & Domagoj Smoljo, 1979, Croazia), Adam Basanta (1985, Israele), Jonas Blume (1989, Germania), Marco Cadioli (1960, Italia), Tom Galle (1984, Belgio), Elisa Giardina Papa (1979, Italia), John Yuyi (1991, Taiwan), Dani Ploeger (1975, Olanda), Moises Sanabria (1990, Venezuela) e Molly Soda (1989, Puerto Rico) — Data Dating Desire esplora nuove direzioni del romanticismo contemporaneo e mappa le connessioni tra desiderio, sentimento, tecnologia ed economia per aprire nuove riflessioni sul mondo post-pandemico.

Cosa significa amare nell’era di Internet? In che modo le interfacce digitali stanno ridefinendo le nostre relazioni personali? Quale sarà l’impatto delle nuove tecnologie sulla sfera sentimentale? Gli schermi condizionano la nostra intimità e il nostro desiderio di connessione, ma come di preciso?

Nel corso degli ultimi trent’anni, l’uso di Internet e degli smartphone ha fatto emergere nuove possibilità e problematiche legate all’intimità e alla vita sentimentale; avviando dei processi di trasformazione che stiamo ancora cercando di comprendere. Questi mutamenti sono diventati più che mai attuali nel marzo 2020, quando la pandemia globale ha spinto milioni di persone a un totale isolamento, costringendole a riconfigurare la maggior parte delle proprie attività sociali e lavorative che sono migrate online grazie a dispositivi tecnologici e piattaforme web. Dallo smart working agli aperitivi online, in ogni angolo del mondo le persone hanno cercato di destreggiarsi tra gli inconvenienti della distanza sociale e di vivere una realtà senza contatto fisico e rapporti con l’esterno come la nuova normalità.

L’isolamento forzato e l’impossibilità di incontrarsi fisicamente hanno portato molte persone — sia utenti esperti che quelli alle prime armi — a far evolvere la propria vita sentimentale nel mondo digitale, sulle app e i siti di incontri, dando vita a nuovi modi di relazionarsi, cercare dei partner o sedurre.

L’ampiezza di questo fenomeno ha molte ripercussioni nella società e cultura contemporanea. Esso ha amplificato le potenzialità dell’attuale modello di business digitale, basato sulla raccolta di dati personali e sui profitti immediati su scala globale. Allo stesso tempo, lo swipe, lo scroll down, il like e i tag delle app di incontri hanno trasformato i rapporti amorosi in una semplice attività ricreativa e in un prodotto di consumo come tanti altri. Il corpo diventa volontariamente mercificato all’interno di queste piattaforme di immagazzinamento digitale; tutto è a portata di clic e le opzioni sono infinite, favorendo spesso multiple relazioni online subito obsolete e a scadenza.

Nell’impossibilità di dare risposte definitive a un fenomeno nel pieno del suo processo evolutivo, la mostra Data Dating Desire propone di aprire il dibattito sulle dinamiche contemporanee legate ai rapporti amorosi mediati dalla tecnologia, mostrandone i processi in corso: le nuove forme di comunicazione intima, la mercificazione dell’amore e del desiderio, la modalità d’incontro inedite, la rinegoziazione delle identità, la zona grigia della relazione tra umano e non-umano nel mondo digitale e il linguaggio sentimentale in continuo mutamento.

Artisti: !Mediengruppe Bitnik, Adam Basanta, Jonas Blume, Marco Cadioli, Tom Galle, Elisa Giardina Papa, John Yuyi, Dani Ploeger, Moises Sanabria, Molly Soda

PROGRAMMA:

Venerdi 23 settembre, in occasione dell’apertura al pubblico, alle ore 19.00 sarà possibile assistere alla performance sonora Small Movements dell’artista Adam Basanta. La mostra sarà aperta sin dalle 18:00.

La settimana successiva, invece, il 28 settembre alle ore 18:30, la curatrice Valentina Peri presenterà il suo percorso di ricerca sull’amore nell’era digitale con la conferenza Amore, Desiderio, Tecnologia.

Levento  è  a  numero  limitato  richiede  la  prenotazione  su  Eventbrite

(datadatingdesire.eventbrite.it)

Sabato 1 Ottobre alle ore 17:00, ci sarà una visita guidata della mostra con la curatrice Valentina Peri.

L’evento è a numero limitato richiede la prenotazione su Eventbrite (datadatingdesirevisita.eventbrite.it)

Altri eventi saranno organizzati durante il corso della mostra e verranno comunicati sul sito internet e i canali social media di MO.CA.

Data Dating Desire è progetto prodotto e promosso da: MO.CA – centro per le nuove culture; Co-promosso da: Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia; In collaborazione con: AVISCO APS

Crediti:

Assistente Curatoriale: Sara Bortoletto Responsabile Gestione Operativa: Anna Gussoni Progetto grafico: Another Studio

Valentina Peri (1983, Italia) è una curatrice indipendente nata a Brescia. Vive e lavora a Parigi dal 2007.

La sua ricerca curatoriale si focalizza sul rapporto tra uomo e tecnologia e in particolare sul fenomeno del dating online e dell’amore nell’era digitale. Il suo lavoro di ricerca, presentato in numerose mostre, pubblicazioni e conferenze a livello internazionale, si rivolge a questioni come la mercificazione del desiderio, il rapporto tra l’individuo e la sua identità digitale, l’ecologia dei media e le nuove forme del materialismo digitale.

MO.CA – centro per le nuove culture è un incubatore di progetti innovativi nel campo dell’arte e della cultura contemporanea che dal 2016 ha sede nello storico Palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga a Brescia. MO.CA ospita 8 associazioni culturali e un ente universitario, le cui attività spaziano dalla fotografia al teatro, alla tecnologia multimediale e al design. Ospita inoltre il Makers Hub Brescia in supporto a giovani imprenditori nel campo dell’innovazione e artigianato. MO.CA. è un progetto di valorizzazione promosso dal Comune di Brescia, in collaborazione con: Fondazione ASM, le associazioni di categoria (Confartigianato, Associazione Artigiani Brescia, CNA e Assopadana) e Brescia Infrastrutture.

Fondazione Brescia Musei è una fondazione di partecipazione pubblico– privata presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov. Fanno parte di Fondazione Brescia Musei: il Museo di Santa Giulia, Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, la Pinacoteca Tosio Martinengo, il Museo delle Armi Luigi Marzoli, il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, il Castello di Brescia Falcone d’Italia e il Cinema Nuovo Eden. Fondazione Brescia Musei è, con la Pinacoteca Tosio Martinengo, ente capofila della Rete dell’800 Lombardo, il network riconosciuto da Regione Lombardia al quale appartengono realtà e istituti che riconoscono come elemento identitario il patrimonio culturale dell’Ottocento.

AVISCO APS è un Ente del terzo settore che da oltre 30 anni promuove percorsi di ricerca, sperimentazione e aggiornamento sul linguaggio cinematografico e le nuove tecnologie intesi come strumenti di inclusione, socializzazione ed espressione personale oltre che di partecipazione attiva al mondo dell’arte e della cultura. Cura progetti di educazione ai linguaggi audiovisivi e di cinema d’animazione presso numerosi Istituti Comprensivi nel bresciano e in Lombardia. Dal 2017, AVISCO APS è una delle realtà attive presso MO.CA – centro per le nuove culture, Brescia, dove ha allestito un laboratorio di animazione aperto alla città. Qui organizza Open Frames, un programma di iniziative rivolte a bambini, giovani e adulti e MO.CA 0-18, un festival di teatro, musica e cinema per il pubblico giovane in collaborazione con le associazioni culturali che aderiscono all’accordo di valorizzazione.

MO.CA – centro per le nuove culture Via Moretto 78, 25121 Brescia

Sale Neoclassiche, piano terra

Dal martedì alla domenica, dalle ore 15:00 alle 19:00 Ingresso gratuito

www.morettocavour.com

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