Movimprese: Natalità e mortalità delle imprese bresciane registrate presso la Camera di Commercio di Brescia

“Dai dati relativi al numero di imprese registrate alla Camera di Commercio di Brescia al primo trimestre 2023 – commenta il Presidente, Ing. Roberto Saccone – si evidenzia una sostanziale tenuta del tessuto imprenditoriale bresciano (il tasso di crescita rispetto al fine 2022 è dello 0,05%), anche se il ritmo di crescita delle nuove iscrizioni è lievemente inferiore rispetto a quello che si era registrato nel periodo pre pandemico. Il dato bresciano rimane comunque migliore del dato lombardo, che non segna incrementi rispetto al trimestre precedente, e nazionale che riporta un arretramento dello 0,12%.

Tra i settori si confermano in crescita le attività professionali, scientifiche e tecniche (+4,4%) che proseguono nel percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni.

All’opposto i settori che arretrano in maggior misura sono il commercio (-1,8% su base annua) e le attività manifatturiere (-1,7%) su cui pesa l’importante flessione della componente artigiana (-1,9%). Le costruzioni dopo la crescita brillante degli ultimi due anni, chiudono il trimestre con un calo della base imprenditoriale dell’1,1% (dato su cui incide la rimodulazione degli incentivi e il crescente tasso di inflazione), nonostante ciò il numero delle imprese edili rimane superiore ai livelli pre-Covid. Particolare attenzione merita proprio la decrescita di questi settori in quanto rappresentano alcuni tra gli assi portanti del sistema economico che comincia a risentire di un momento congiunturale in cui si comincia a registrare un certo rallentamento.

Da rilevare che nel trimestre appena concluso prosegue l’aumento delle società di capitali, che ormai rappresentano il 32,8% delle imprese bresciane (in Italia sono il 31%), dimostrando come l’evoluzione del sistema imprenditoriale verso forme più strutturate sia in pieno svolgimento”.

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In continuità con le tendenze degli ultimi trimestri, l’apertura d’anno riporta la graduale ripresa delle cessazioni – il cui contenimento del biennio precedente era stato sostenuto dalle misure straordinarie di sostegno adottate per scongiurare le chiusure a seguito della crisi pandemica- associata al calo, seppur contenuto, delle iscrizioni d’impresa che hanno determinato un saldo positivo di appena 63 unità.

In base all’analisi dei flussi della natalità d’impresa, realizzata dal Servizio Studi della CCIAA di Brescia, da gennaio a marzo 2023 sono state avviate 2.228 imprese, in calo del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2022. Sul fronte della mortalità d’impresa nei primi tre mesi dell’anno hanno cancellato la propria posizione dall’anagrafe camerale bresciana 2.165 imprese, in aumento dell’1,7% sullo stesso periodo del 2022, che tuttavia, si mantiene tra i valori più contenuti degli ultimi dieci anni.

Le dinamiche di nati-mortalità imprenditoriale del trimestre appena concluso hanno mantenuto stabile, rispetto a fine 2022, il numero delle imprese registrate presso il Registro Imprese di Brescia che si attesta a 118.299 unità (pari a +0,05% su base trimestrale) e in leggero calo rispetto al primo trimestre dello scorso anno (-0,5%).

Dal confronto territoriale è evidente che il risultato bresciano è migliore del dato lombardo e nazionale che riportano un arretramento della base imprenditoriale, rispetto a un anno fa, rispettivamente dell’1,1% e dell’1,2%.

Artigianato – Le dinamiche della nati-mortalità d’impresa del comparto artigiano si uniformano a quelle già descritte per l’universo delle imprese ma con intensità maggiore.

Nei primi tre mesi dell’anno le iscrizioni di nuove imprese artigiane sono state 799 in calo del 4,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Sul fronte della mortalità d’impresa nel comparto artigiano si registra un aumento del 5,2%.

Il saldo del bilancio demografico artigiano si chiude con un valore leggermente negativo pari a -5 unità. Sono 33.217 le imprese artigiane registrate al Registro Imprese di Brescia, pressochè stabili (-0,02%) rispetto a fine 2022 e in leggero calo nel confronto con lo stesso periodo dello scorso anno (-0,9%).

 

IL BILANCIO DEI SETTORI – Le dinamiche settoriali risultano eterogenee con settori che vedono aumentare in modo rilevante la propria base imprenditoriale come: le attività professionali, scientifiche e tecniche (+285, pari a +4,4%) che proseguono nel percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni; le attività assicurative (+58 unità); i servizi di informazione e comunicazione (+49 imprese) e le attività immobiliari (+47 unità).

All’opposto i settori che arretrano in maggior misura sono il commercio (- 458 imprese pari all’1,8% su base annua); le attività manifatturiere (-251 imprese; pari a -1,7%) su cui pesa l’importante flessione della componente artigiana (-167 imprese; -1,9%); le costruzioni che, dopo la crescita brillante degli ultimi due anni, chiudono il trimestre con un calo della base imprenditoriale dell’1,1% (-202 imprese rispetto ai primi tre mesi del 2022), ma che comunque rimane superiore ai livelli pre-Covid.

Chiude il trimestre in flessione il comparto dell’alloggio e della ristorazione (-105), risultato su cui pesa prevalentemente il calo delle imprese della ristorazione.

 

L’organizzazione giuridica – Sotto il profilo organizzativo si confermano in crescita le società di capitale (+0,9% su base annua) a prosecuzione di un trend crescente in atto da tanti anni.

Le imprese individuali, che restano la forma organizzativa più diffusa, tra gennaio e marzo hanno segnato un calo dell’1,1% su base annua. Più intenso il calo delle società di persone (-1,8%).

 

Le imprese femminili, giovanili e straniere

Dall’analisi delle caratteristiche demografiche degli imprenditori, emerge che a fronte del leggero calo del numero delle imprese (-0,5% rispetto al primo trimestre del 2022) si confermano in aumento le imprese straniere (+1,2%) che rappresentano il 12,4% delle imprese della provincia (incidevano per l’11,2% nel 2019). Le imprese femminili, pur presentando un tasso di crescita superiore alla media (0,3%), chiudono il trimestre all’insegna della stabilità con 24.407 imprese pari al 20,2% del totale.

Pressochè stabili anche le imprese giovanili (-0,3%) che si attestano a 9.423 unità pari all’8% del totale.

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