L’Università degli Studi di Brescia al fianco della Commissione Europea per indagare la qualità della vita nelle città europee

Quale città in Europa è la più pulita o la più sicura? In quale città è più facile trovare casa o lavoro? Quale città ha il miglior sistema di trasporto pubblico? In quale città si respira aria più pulita? È stato pubblicato il sesto rapporto della Commissione Europea sulla qualità della vita nelle città europee (“2023 Report on the Quality of Life in European Cities”) che vede tra gli autori il Prof. Nicola Pontarollo, Associato di Politica economica dell’Università degli Studi di Brescia, unico esterno alla Commissione.

«Il progetto della Commissione Europea a cui ho avuto l’opportunità di partecipare – spiega il Prof. Pontarollo – può avvicinare alla ricerca scientifica, mostrandone i risvolti concreti sulla società: misurare la soddisfazione delle persone su molti aspetti della città in cui vivono è fondamentale per progettare politiche vicine alle necessità dei cittadini».

Il report tiene conto della soddisfazione degli abitanti di 83 importanti aree urbane europee, per un totale di oltre 70.000 intervistati. I risultati del rapporto mostrano un tasso di soddisfazione sempre elevato tra gli abitanti delle aree urbane UE, che raggiunge in media l’87%, con quasi 9 persone su 10 che si dichiarano soddisfatte di vivere nella propria città. In generale le capitali sono considerate luoghi dove è più facile trovare opportunità di lavoro e disponibilità di alloggi, mentre le città più piccole sono percepite come più sicure e pulite e più adatte alla vita di anziani e famiglie con bambini piccoli.

L’indagine 2023 è la prima pubblicata dopo lo scoppio della pandemia COVID-19 (l’ultimo report risale al 2019) e ne evidenzia l’inevitabile l’impatto sulle infrastrutture urbane, sui sistemi sanitari e sulle dinamiche economiche e sociali europee. In generale si osserva come, a causa della pandemia, si siano maggiormente diffusi sentimenti di solitudine e isolamento sociale, soprattutto nelle città, solitamente associate nell’immaginario comune a luoghi affollati e ad intense occasioni di interazione sociale. Infatti, quasi il 13% delle persone intervistate, soprattutto in età adolescenziale, si sente solo, anche se emerge che si sente meglio chi vive nelle città con più aree urbane verdi e maggiore accesso ai servizi culturali.

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