Sistema immunitario e cancro: passi avanti grazie ai ricercatori UniBs
Importanti passi in avanti nella comprensione dei meccanismi che regolano l’interazione fra sistema immunitario e cancro sono stati compiuti grazie ad una ricerca scientifica effettuata da un’equipe di medici e ricercatori dell’Università degli Studi di Brescia, che si è guadagnata la copertina della prestigiosa rivista scientifica internazionale, Cancer Immunology Research.
A condurre gran parte degli esperimenti sono state la Dr.ssa Raffaella Vescovi, la Dr.ssa Matilde Monti, il Dr. Mattia Bugatti e il Dr. Daniele Moratto, con la supervisione del Prof. William Vermi, docente all’Università degli Studi di Brescia ed afferente al Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale (DMMT) e all’Unità Operativa di Anatomia Patologica degli Spedali Civili di Brescia.
Lo studio, finanziato dall’AIRC, ha visto la partecipazione anche di altri gruppi di ricerca del DMMT guidati dal Prof. Paolo Bergese e dal Prof. Stefano Calza. Essenziale è risultato anche il contributo della Unità Operativa di Dermatologia (Dr.ssa Manganoni), e di Oncologia Medica (Dr.ssa Consoli) così come del Servizio Immuno-Trasfusionale (Dr. Almici e Dr.ssa Verardi) degli Spedali Civili di Brescia.
I dati emersi dallo studio hanno dimostrato come nelle fasi avanzate del melanoma cutaneo, prodotti solubili rilasciati dalle cellule tumorali siano in grado di bloccare la generazione delle cellule dendritiche plasmocitoidi (PDC), partendo dalle cellule staminali del sangue, e di indurle a morte. Come risultato immediato di questo effetto, si assiste ad una drammatica riduzione delle PDC sia nel sangue che nei tessuti tumorali di pazienti affetti da melanoma metastatico.
“Le PDC sono state ampiamente studiate nei tessuti umani già dalla seconda metà degli anni ’80 dal Prof. Fabio Facchetti, Direttore dell’Unità Operativa di Anatomia Patologica degli Spedali Civili di Brescia”, spiega il prof. Vermi. “Il ruolo di queste cellule nell’immunità è rimasto tuttavia per molto tempo ignoto. Solo dalla fine degli anni ’90 sono emerse importi funzioni regolatorie ed effettrici delle PDC in malattie autoimmuni della pelle come il Lupus Eritematoso e la Psoriasi. Il loro ruolo nell’immunità anti-tumorale non è mai stato del tutto chiarito. Oggi sappiamo che queste cellule sono in grado, dopo attivazione, di produrre elevate quantità di interferone alfa e molecole citotossiche che le rendono potenzialmente in grado di svolgere un effetto anti-tumorale”.
La ripercussioni immediate dello studio pubblicato su Cancer Immunology Research sono diverse. Su tutte vale la pena segnalare che i dati emersi posso suggerire come e quando impiegare alcuni farmaci anti-tumorali emergenti già in fase avanzata di sperimentazione nell’uomo. Tali farmaci sono in grado di attivare le cellule dendritiche plasmocitoidi con l’obiettivo di favorire la risposta anti-tumorale immuno-mediata. Infine, i ricercatori suggeriscono che gli ambiti di applicazione potrebbero non essere ristretti al melanoma avanzato ma interessare anche altri tumori solidi (carcinomi) ed ematologici (linfomi).
