Allarme medici di famiglia a Brescia

Nel territorio bresciano, i medici di famiglia sono in continuo calo e nel corso di dieci anni saranno più che dimezzati (-55%), con 391 dottori su 713 che andranno in pensione. Tradotto, i mutuati rischiano di rimanere senza un figura di riferimento: un problema serio, soprattutto per cronici e anziani.

A livello nazionale, saranno 14 milioni gli italiani senza un medico di famiglia.  A Brescia città, l’anno scorso, nei quartieri di Casazza e Caionvico centinaia di persone erano rimaste senza medico di base, mentre al Villaggio Sereno ancora oggi molti anziani devono prendere il pulmino (guidato dai volontari) per raggiungere dall’altra parte della città (Mompiano) l’ambulatorio dove si è spostato il medico di riferimento.

Ad oggi, nel territorio dell’Ats di Brescia (Valcamonica esclusa), visitano e operano 713 medici di base, con un’età media di 58,2 anni: a settanta ogni camice bianco raggiunge l’età per chiudere l’ambulatorio. Un traguardo che sarà conquistato da 391 dottori: tre alla fine di quest’anno, dieci nei prossimi due anni e poi, via via che si cresce, il trend aumenta. Trentaquattro pensionamenti nel 2021, quaranta l’anno dopo, 56 nel 2023, sessantuno nel 2024.

Gli specialisti di pediatria hanno la possibilità di diventare subito pediatri di base: su quest’ultimo fronte, nel bresciano lavorano al momento 127 medici. Qui i pensionamenti saranno più graduali: dal 2018 al 2028 lasceranno in 45. Con questi numeri in calo, il rischio è soprattutto per le aree di montagna, dove la popolazione può rimanere orfana del medico più facilmente.

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