Adico: errori del Caf, in molti casi sfuma il reddito di cittadinanza

Errare è umano, per carità, ma quando è il portafogli a rimetterci digerire gli sbagli altrui è particolarmente dura. Soprattutto quando ci si è affidati a dei professionisti per compilare la dichiarazione dei redditi proprio per evitare di combinare qualche guaio con numeri, conteggi e dedali fiscal-burocratici vari. E ancora peggio (forse) è se un difetto di comunicazione di dati può arrivare a significare perdere l’unica entrata di un bilancio famigliare: su tutti, come si può facilmente intuire, il reddito di cittadinanza. E non parliamo di eccezioni, ma di un fenomeno particolarmente diffuso: tra documentazione presentata in ritardo (o mai presentata), errori nei calcoli, aliquote sbagliate, modelli 730 smarriti, conti eseguiti male, c’è effettivamente di che lamentarsi. In tanti, in questi mesi, si sono rivolti ad Adico per segnalare disagi e situazioni dubbie legate all’operato di alcuni Caf: nel primo semestre del 2019 si contano infatti 120 segnalazioni di contribuenti veneziani (con un incremento del 22% rispetto alla stessa statistica nei primi sette mesi del 2018) e relative appunto a errori commessi soprattutto dai centri di assistenza fiscale. SENZA REDDITO In particolare, nelle ultime settimane è emersa in massa la questione legata a reddito e pensione di cittadinanza. Da quest’anno, infatti, i Caf raccolgono e inviano anche le pratiche per accedere a alla nuova misura sociale assistenziale introdotta dal governo gialloverde. Le contestazioni, in tal caso, sono due: la più grave è che presentando documenti sbagliati, il diretto interessato ha perso il reddito.

Quella più blanda (e la più frequente) è che la pratica sarebbe stata presentata in ritardo, con la conseguenza di perdere diversi mesi di sussidio. In tutto, le richieste risarcitorie dei contribuenti su questo punto sono già arrivate a una ventina. BENEFICI NEGATI Fra le persone che hanno chiesto aiuto ad Adico per i 730 errati, invece, c’è chi ha perso migliaia di euro, chi si è visto negare benefici a cui aveva diritto (come sconti sulle mense scolastiche, esenzioni varie), chi ha dovuto fare i conti con una maximulta a sorpresa, o una cartella esattoriale, da parte dell’Agenzia delle Entrate o dell’Inps. E il guaio è che ottenere un risarcimento, per il consumatore, è quasi impossibile. «La normativa che regolamenta l’attività di
Caf e patronati non contempla la responsabilità di queste strutture per errori nell’adempimento dei mandati conferiti – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – ma il codice civile prevede che si adotti la dovuta diligenza nell’esercizio di una attività professionale. In ogni caso,

Caf e Patronati hanno l’obbligo di stipulare una assicurazione proprio per coprire eventuali errori degli operatori che a volte non hanno l’esperienza necessaria per svolgere questo compito». «AMMETTERE L’ERRORE» «Il singolo cittadino fa molta fatica a ottenere qualcosa da Caf e Patronati – aggiunge Garofolini – anche perché spesso non esistono contratti che possano confermare la loro responsabilità. Noi stessi dobbiamo “lottare” molto per avere i risarcimenti a favore dei nostri soci e siamo i primi a sconsigliare qualsiasi azione se non vi sono gli elementi per dimostrare lo sbaglio del centro di assistenza fiscale o del Patronato. Visto però che gli errori sono all’ordine del giorno, come dimostrano le circa 600 segnalazioni sul nostro sito a partire dal 2012, crediamo che la normativa debba cambiare allargando le tutele per i contribuenti. In questa fase, chiediamo ai Caf e ai patronati di riconoscere i propri errori”.

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