Dal 3 giugno riapre il Banco del Riuso in franciacorta in seguito allo stop imposto dalla pandemia.

La riapertura fissata per il 3 giugno* rappresenta un momento importante non solo per la comunità di Rovato, Castrezzato, Castegnato, Cologne, Cazzago San Martino, Paderno Franciacorta e Passirano, ma per tutte quelle realtà che contano sugli scambi di “felicità interna lorda”. Uomini, donne e bambini che dal 2019 frequentano settimanalmente il negozio, a suon di vestiti, accessori, giocattoli e quanto di “scartato” abbia facoltà di vivere in altre forme, altri luoghi, altre famiglie.   I numeri del banco sono importanti ed è possibile reperirli nel  bilancio che periodicamente Fondazione Cogeme Onlus stila per rendicontare del progetto “Verso una economia circolare” e tirare le fila della “rete” rafforzata dalla neonata Associazione “Banco del riuso” (composta da Cooperativa Cauto, Fondazione Castello di Padernello e Fondazione Cogeme). 300 tesserati, 21 associazioni aderenti  1.800 ore di attività svolte in un anno, 11.500 scambi effettuati in un anno, 1 premio nazionale vinto  nell’ambito del concorso indetto dal “Forum  delle PA” dicono molto dell’evoluzione di questo luogo che, sin dagli esordi, ha visto la partecipazione attiva non solo di persone, associazioni, mondo cooperativo ma anche di realtà industriali come Linea Gestioni del gruppo LGH e la “casa madre” Cogeme Spa, da sempre riferimento per il territorio dell’ovest bresciano. Son passati pochi giorni dalla chiusura dall’iniziativa “l’Energia della ripartenza” e che ha coinvolto autorevoli esponenti del mondo scientifico da Luca Mercalli a Stefano Mancuso, dal Rettore Maurizio Tira all’economista Sergio Vergalli per passare da Mauro Magatti, Elisa Palazzi e Pier Cesare Rivoltella. Ogni contributo ha portato con sé la competenza e il punto d’incontro fra quanto è stato realizzato nei vari ambiti e come dovrebbe essere nell’immediato futuro alla luce delle numerose incognite che ci attendono in quest’era segnata dal Covid-19. Un segnale di ripartenza che Fondazione Cogeme ha voluto dare al territorio e che si è tradotto in questi giorni in un documento (vedi allegato) presentato a tutti i Comuni soci storici di Cogeme fatto di impegni, priorità e prospettive future. In esso si conferma la natura stessa della Fondazione ovvero di essere un “facilitatore” istituzionale radicato e conosciuto, che agisce alla stregua di “ente di secondo livello” nelle dinamiche tra Comuni, Provincia, Regione e gli scenari nazionali ed europei. I Comuni trovano nella Fondazione un interlocutore affidabile nel realizzare progetti “in rete” e di prospettiva, consentendo alle istituzioni locali di sostenere azioni sovraterritoriali. Il Supporto alle scelte e strategie ambientali, La cultura, l’educazione, il sociale, sono alcuni dei settori in cui Fondazione agisce, proprio in funzione della sua natura operativa anziché erogativa.

Vogliamo essere protagonisti attivi in questo momento di grande difficoltà continuando a fare quello che abbiamo sempre svolto con dedizione, in una logica di co progettazione, ma ancor più vogliamo essere per i Comuni un punto di riferimento e di supporto” chiosa il Presidente di Fondazione Cogeme, Gabriele Archetti. Non è un caso infatti che la stessa Fondazione abbia partecipato alla recentissima “call to action #coprogettiamobs” promossa dalla fondazione Riuso in altri territori. Una novità che andrebbe ad arricchire il panel di iniziative che Fondazione Cogeme si impegna a promuovere per il prossimo futuro.

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